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Come rendere la supply chain per ecommerce più sostenibile

supply chain sostenibile

Nel ruolo di rivenditore online, potrebbe esserti capitato di chiederti se il tuo impatto sull’ambiente sia davvero minore rispetto a quello di un retailer tradizionale.

L’espansione dei mercati digitali e l’aumento esponenziale delle vendite online ha infatti aumentato l’impatto ambientale dell’ecommerce e mai come oggi il tema della sostenibilità della supply chain, cioè di una gestione della catena di approvvigionamento rispettosa dell’ambiente, si sta rivelando quanto mai urgente.

Un contributo alla sensibilizzazione di operatori e consumatori viene proprio dalle aziende che si specializzano nei servizi di logistica per negozi online come byrd (sito ufficiale), che ha delineato il contesto delle sfide fronteggiate dai rivenditori nell’e-book Verso una catena di approvvigionamento per ecommerce più sostenibile.

Come emerge dall’analisi, ispirata a un modello SWOT, i recenti dati di mercato risultano ben poco incoraggianti:

  • Il trasporto su gomma e quello via mare producono rispettivamente il 10% e il 30% delle emissioni globali di CO2;
  • Carta e cartone producono il 17% dei rifiuti globali;
  • Ogni anno, 5 milioni di tonnellate di rifiuti vengono generate dai resi
  • Si prevede che i rifiuti plastici generati dall’ecommerce raggiungeranno 2000+ milioni di tonnellate entro il 2025.

Come fare per invertire la tendenza? Fortunatamente, sempre più consumatori sono oggi disposti a cambiare le proprie abitudini di acquisto pur di ridurre la propria carbon footprint: l’85% dei consumatori intervistati nel Global Sustainability Study dichiara di aver modificato il proprio comportamento d’acquisto nel corso degli ultimi 5 anni all’insegna di una maggiore sostenibilità. Millennial e appartenenti alla Gen Z, in particolare, sono addirittura disposti a pagare ​​un premio molto più alto (31% e 32%) rispetto ai Baby Boomer (14%) e alla Gen. X (21%) per prodotti e servizi sostenibili.

Diversi sono gli accorgimenti che possono essere intrapresi da imprese di qualsiasi dimensione e che, oltre a diminuire i danni all’ambiente, hanno il potenziale di aumentare la fedeltà dei clienti, migliorare la loro esperienza e renderli più recettivi ad acquistare nuovamente (e a volte pagare di più) i prodotti.

Gli accorgimenti da adottare

soluzioni

Le migliori pratiche di immagazzinamento

Quando si parla di ecommerce, logistica e supply chain, il primo pensiero va senza dubbio al magazzino, l’ambiente fisico da cui il bene viene prelevato, impacchettato e spedito. Nel magazzino sono diverse le attività che possono essere messe in campo per ridurre l’uso delle risorse naturali e l’impronta di carbonio:

1. Individuare fonti alternative e risparmiare energia

Come fare? Prima di tutto con l’installazione di fonti green come pannelli solari o fotovoltatici, la sostituzione delle vecchie fonti di luce con lampadine led a risparmio energetico e la conversione dei carrelli e degli elevatori a batterie al litio. Ma anche con l’adozione di rilevatori di movimento che garantiscano l’illuminazione solo quando necessaria e con il miglioramento dell’isolamento generale attraverso una più efficiente regolazione della temperatura e l’eventuale coltivazione di piante sui tetti.

2. Ottimizzare il tuo sistema di trasporto

La conversione del parco veicoli per gli spostamenti interni ed esterni (trasporti e consegne) dai motori termico benzina o diesel in elettrico, è sicuramente un ottimo modo per diminuire la propria impronta ambientale: a tal fine sono disponibili anche diversi incentivi statali. Promuovere un corretto stile di guida dei mezzi, inoltre, aiuta certamente a ridurre l’inquinamento e l’usura degli stessi.

3. Digitalizzare i processi e migliorare la gestione dei rifiuti

Ridurre le emissioni di CO2 è possibile anche attraverso la digitalizzazione dei processi interni: avvalersi dei dati consente infatti di ridurre gli sprechi di qualsiasi natura, dalle corse a vuoto ai viaggi non strettamente necessari. Capire i propri bisogni e saperli quantificare è un primo passo verso l’ottimizzazione delle risorse.

Materiale da imballaggio di nuova generazione

Il materiale da imballaggio per le spedizioni è un altro tasto dolente dell’ecommerce: sempre più aziende stanno cercando di adottare sistemi di packaging meno strutturati al fine di ridurre quanto più possibile la quantità di materiale di scarto non riciclabile.

Ecco qui alcuni consigli utili:

  1. Utilizza materiale di riempimento (con le dovute eccezioni dovute agli standard di sicurezza) fatto di carta riciclata o di "scatole smart" in grado di adattarsi alla dimensione della merce, riducendo le dimensioni del pacco e l'uso dell'adesivo
  2. Scegli scatole di cartone che contengano una striscia adesiva integrata
  3. Affidati a nastri senza PVC il cui riciclo implica processi più elaborati, soprattutto meccanici e chimici
  4. Considera la provenienza, i produttori e il materiale dei prodotti da imballaggio

Ricorda anche di verificare e rispettare sempre la legislazione del paese di destinazione in termini di imballaggio, di calcolare la quantità stimata di materiale da imballaggio necessario e di organizzarne lo smaltimento, la raccolta e il riciclo.

imballaggio sostenibile

Cosa distingue una spedizione climaticamente neutrale?

L’ultimo miglio è sempre oggetto di attenzione quando si parla di sostenibilità delle spedizioni, poiché è qui che viene prodotta una quantità considerevole di emissioni di carbonio dannose per il clima. È davvero possibile una spedizione a impatto climatico zero?

In linea di principio, la spedizione neutrale per il clima si verifica quando non vengono rilasciate emissioni di carbonio lungo l’intera supply chain. Questo sarebbe il caso, per esempio, della consegna tramite corriere in bicicletta. Tuttavia, è chiaro che un percorso di consegna completamente privo di CO2 per i rivenditori online non è realizzabile.

L’alternativa è quella di compensare successivamente le emissioni di carbonio prodotte dall’intera catena di approvvigionamento. Come? Innanzitutto quantificandole (ci sono numerose realtà che con semplici tool fanno il calcolo per noi) e poi imboccando una di queste due strade:

  1. la via diretta, che consiste nel piantare alberi per ridurre la CO2 prodotta
  2. la via indiretta, che consiste nel promuovere progetti di protezione del clima

Se vuoi saperne di più, ti consigliamo di dare un’occhiata ai CDM standards (Clean Development Mechanism (Certified Emission Reductions, Verified Emissions Reductions) parte della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) che offre al settore pubblico e privato delle nazioni ad alto reddito l'opportunità di acquistare crediti di carbonio da progetti di compensazione in nazioni a basso o medio reddito.

I vantaggi di una configurazione di fulfillment ottimizzata

Se il termine ecommerce fulfillment o evasione degli ordini descrive l’intera elaborazione fisica dell’ordine online di un cliente e include tutti i processi associati - stoccaggio, prelievo, imballaggio, spedizione e resi - costruire una rete sostenibile e automatizzare questi processi è un ulteriore passo verso la sostenibilità del tuo ecommerce.

La posizione geografica del centro o dei centri di logistica è ovviamente decisiva nel determinare una consegna dell’ordine più veloce, prezzi di spedizione più convenienti, una riduzione degli errori e una spedizione più rispettosa dell’ambiente.

Ecco allora alcuni suggerimenti da cui partire per ridurre la tua impronta ecologica partendo dall’ottimizzazione del fulfillment:

  1. Minimizza le distanze di spedizione utilizzando magazzini locali decentralizzati per l’evasione degli ordini
  2. Automatizza il processo di fulfillment per trovare l’opzione più sostenibile per ogni ordine
  3. Riduci i resi con un sistema intelligente di convalida degli indirizzi

In un mondo ideale, infatti, la produzione, l’evasione e la distribuzione sarebbero riuniti nella stessa area geografica per risparmiare i diversi costi energetici. Tuttavia, per le consegne a lunga distanza, i corrieri spesso aggiungono passaggi intermedi, come la raccolta di prodotti di una certa area nei cosiddetti centri di distribuzione. Le distanze più lunghe da coprire fanno aumentare anche i costi per il carburante, la manodopera, e tutto questo di conseguenza porta a effetti negativi sull’ambiente.

Ciò che è possibile fare è invece costruire in-house oppure accedere a una rete di fulfillment che sia abbastanza sostenibile da diminuire l’impatto sull’ambiente: rilocalizzando i magazzini e le catene di approvvigionamento all’interno dei diversi mercati, decentralizzando le scorte in tutto il mondo, si riduce infatti ciò che costa di più all’ambiente: la consegna dell’ultimo miglio.

In particolare, i fornitori di servizi logistici di terze parti (3PL) permettono ai rivenditori di esternalizzare elementi della loro distribuzione, stoccaggio e servizi di fulfillment, distribuendo i costi di magazzino e del personale tra molti clienti, principalmente rivenditori online, e permettendo loro di allocare meglio le capacità di stoccaggio e di personale per l’elaborazione degli ordini.

Un vantaggio che diventa ancora più evidente nel processo di gestione dei resi, il cui importo totale nel settore della vendita al dettaglio ha raggiunto 635,6 miliardi di dollari in tutto il mondo nel 2020 con una previsione di 958 miliardi di dollari entro la fine del decennio. Un fenomeno dall’enorme impatto ambientale e che riguarda diversi aspetti, dall’etichettatura agli imballaggi fino alla riconversione/riutilizzo del reso.

Tra innovazione e branding, cos’è un prodotto sostenibile?

Il concetto di “produzione sostenibile” è oggi abbastanza diffuso e, anzi, spesso abusato, tant’è che risulta talvolta non immediato riconoscere i prodotti davvero sostenibili da quelli senza bonus ecologico e/o sociale fornito ai consumatori.

La produzione sostenibile è destinata ad ogni modo a diventare pian piano uno standard e a rappresentare il modo “corretto” di operare nella mente delle aziende e dei clienti. Un modo in cui non si fanno profitti a spese dell’ambiente o a spese degli esseri viventi.

Se anche tu vuoi portare la sostenibilità nella vita e nelle case dei tuoi clienti, ecco alcuni piccoli accorgimenti da cui partire:

  1. Lavora con fornitori e produttori locali per prodotti sostenibili e di alta qualità
  2. Certifica il tuo prodotto e collabora con servizi di filiera certificati
  3. Costruisci relazioni a lungo termine e sii trasparente con i tuoi clienti

Una parte significativa del lavoro è infatti l’innovazione del prodotto, che implica costi notevoli per l’azienda e probabilmente per i clienti finali. Ma una volta che si ha quello giusto, gli si può sviluppare attorno una idonea catena di approvvigionamento, al fine di mantenerne sempre credibile e, allo stesso tempo, “sostenibile” il marchio e la sua crescita sul mercato.

Dal momento che un terzo dei consumatori è disposto a pagare di più per consegne sostenibili e che il 61% ritiene che la sostenibilità sia responsabilità delle imprese, le aziende di commercio online hanno oggi l’opportunità di sfruttare il potenziale inespresso per operazioni più sostenibili lungo tutta la catena di approvvigionamento. Si calcola infatti che, complessivamente, l’ecommerce abbia le potenzialità di generare da 1,5 a 2,9 volte meno gas serra rispetto al retail tradizionale.

Conclusioni

Assicurare alti standard di sostenibilità è diventata una decisione commerciale sensata, per quanto la domanda possa sembrare ancora oggi di nicchia. E se è vero che il raggiungimento di una catena di approvvigionamento ecommerce più sostenibile richiede molte risorse, puoi sempre iniziare con piccole azioni.

E se non sei tu a gestire direttamente la logistica della tua attività ecommerce, un partner di fulfillment come byrd può offrire le soluzioni giuste per assicurare operazioni più rispettose dell’ambiente. Integrando il tuo negozio Shopify grazie all’apposita API, le opzioni di stoccaggio, packaging e spedizione sostenibile di byrd possono aiutarti nell’affermarti come impresa responsabile e sensibile ad aspettative che promettono di diventare più condivise da parte dei clienti.


Le soluzioni proposte nel post, e le fonti originali dei dati citati, sono raccolte nell’ebook Verso una catena di approvvigionamento per ecommerce più sostenibile a cura di byrd.

logo byrd Azienda di fulfillment per ecommerce leader in Europa, byrd fornisce servizi scalabili di logistica per imprese e marchi D2C in rapida crescita.

Con byrd, i rivenditori hanno accesso a più di 20 magazzini in tutta Europa, connessi tramite il suo portale di ultima generazione, e possono avvicinarsi ai propri clienti con stock mirati e visibili in tempo reale, riducendo costi e tempi di consegna.


Fonti:

  • https://www.statista.com/topics/8200/sustainability-in-ecommerce/#dossierKeyfigures
  • https://datatopics.worldbank.org/what-a-waste/trends_in_solid_waste_management.html
  • https://www.bbcearth.com/news/your-brand-new-returns-end-up-in-landfill
  • https://www.statista.com/statistics/1271093/annual-ecommerce-plastic-packaging-use-globally/
  • https://www.simon-kucher.com/en/blog/global-sustainability-study-what-role-do-consumers-play-sustainable-future
  • https://www.businesswire.com/news/home/20211014005090/en/Recent-Study-Reveals-More-Than-a-Third-of-Global-Consumers-Are-Willing-to-Pay-More-for-Sustainability-as-Demand-Grows-for-Environmentally-Friendly-Alternatives
  • https://www.statista.com/statistics/1090465/reverse-logistics-market-size-worldwide/
  • https://www.kantar.com/campaigns/sustainability-the-european-story
  • https://www.oliverwyman.com/our-expertise/insights/2021/apr/is-ecommerce-good-for-europe.html
  • https://www.offsetguide.org/understanding-carbon-offsets/carbon-offset-programs/united-nations-offset-mechanisms/clean-development-mechanism-cdm/
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