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Visual merchandising: cos'è e 10 potenti tecniche da applicare nei negozi

Tecniche di visual merchandising

A cosa serve disporre della merce migliore da vendere, se non si sa presentare il prodotto ai clienti con le giuste tecniche di visual merchandising?

Una presentazione visiva ad alto impatto attrae e coinvolge la clientela, aumenta il volume d’affari e rafforza il brand. Come la scelta della merce dev’essere in linea col brand, così anche la presentazione visiva dev’essere coerente con filosofia, estetica e messaggio del marchio.



Che cos'è il visual merchandising? 

Visual merchandising - letteralmente visualizzazione della merce - è una disciplina tra marketing e design che definisce come presentare un prodotto all'inizio del negozio in modo da valorizzare il suo impatto uno più dei cinque sensi: vista, tatto, olfatto, gusto e udito. 

  • Vista: il senso più semplice da stimolare. Luci e contrasti di colore sono la chiave per mettere in risalto un prodotto agli occhi di un consumatore; 
  • Tatto: legato alla sensazione tattile data dal contatto con l'oggetto stesso. Tutto dev'essere fruibile dalle persone perché ciò contribuisce a legare una sensazione al prodotto; 
  • Olfatto: diffondere fragranze all'interno del punto vendita, profumare i sacchetti... tutte tattiche che vanno a sollecitare il naso e, si sa, che i ricordi più forti e vividi sono spesso associati all'olfatto; 
  • Gusto: assaggiare un prodotto lo avvicina al consumatore, ha il potere di convincere gli indecisi e portare all'acquisto; 
  • Udito: il mood dato dalla musica può influenzare la permanenza all'interno del negozio e rafforzare l'identità di brand. 

Un tempo, il visual merchandising era legato indissolubilmente alla vendita offline, in particolare al fashion retail. Oggi, con la diffusione di siti ecommerce, i visual merchandiser si stanno spostando sempre di più sulla creazione di esperienze omnicanale coerenti con il brand e, allo stesso tempo, emozionanti. 

Chi è il visual merchandiser? 

Il visual merchandiser è una figura che si occupa di creare l'ambiente perfetto all'interno di uno spazio fisico commerciale o virtuale. L'idea alla base è trasmettere a chi cammina tra i corridoi del proprio negozio la brand identity e valorizzare i prodotti esposti. 

Il suo ruolo lega marketing, design, creatività ma anche analisi dei dati di vendita e trend di settore. 

I professionisti che svolgono la professione di visual merchandiser non si occupano solamente di allestire punti vendita. Lavorano anche in ambito museale, in esposizioni, in sfilate di moda, eventi e vetrine. 

Come diventare visual merchandiser

Per diventare visual merchandiser esistono percorsi formativi specializzati che comprendono lezioni soprattutto legate alla conoscenza delle dinamiche del settore moda e dei new media. 

In pratica, un mix tra marketing (online e offline) e fashion. A questo si aggiungono delle lezioni sul posizionamento degli oggetti, light design e strategie per il retail.  

10 tecniche di visual merchandising efficaci

1. Installare smart mirror ed elementi high-tech

Il cliente inizia la sua shopping experience quando è davanti alla vetrina; perciò, fate in modo che già al primo impatto il vostro negozio risulti molto invitante.

La chiave è l’innovazione.

Vetrina Bergdorf Goodman | Tecniche di visual merchandising

Crediti immagine: Bergdorf Goodman

Esistono tecniche espositive di visual merchandising all'avanguardia per presentare la merce, come gli smart mirror. La designer a capo di questa tendenza è Rebecca Minkoff, considerata un vero punto di riferimento in fatto di integrazione della tecnologia nell’esposizione dei prodotti all'interno del punto vendita.

Ci sono anche prodotti che, grazie a un display digitale, consentono al cliente di interagire. Si tratta di un espediente molto efficace, perché offre un'esperienza unica. Il lato negativo di queste innovazioni è che possono essere costose.

Anche se le opzioni high-tech non sono sempre praticabili per i piccoli commercianti, è sempre importante tenersi aggiornati sulle tendenze emergenti di presentazione visiva. 

2. Utilizzare manichini, espositori e scaffali

Indipendentemente dalla tipologia di supporti che usate per esporre la merce, adottate la giusta strategia.

Raggruppare insieme più manichini rafforza il vostro messaggio. Inoltre, vale sempre la preziosa regola less is more. Le esposizioni complesse e affollate di elementi sono penalizzanti per i prodotti.

E poi, dovete considerare l'altezza di espositori e scaffali. Non basta che il messaggio raggiunga il cliente: bisogna rendere il prodotto fisicamente accessibile.

Assicuratevi che il vostro prodotto sia acquistabile dal cliente, cioè a portata di mano (a 50-150 cm da terra).

Taylor Anne Interiors | Tecniche di visual merchandisingCrediti immagine: Alyssa Rosenheck per Taylor Anne Interiors

3. Mescolare gli articoli per creare degli outfit

Quando appendete la merce sugli stand, non fatelo in modo casuale, ma con un preciso criterio.

L'ideale è creare degli outfit sullo stand mescolando i capi, anziché appendere in fila solo articoli dello stesso modello. In questo modo non ci si limita a presentare vestiti, ma abbinamenti già pronti che possono suscitare più facilmente l'interesse dei clienti.


4. Raggruppare gli articoli per colore

Un altro trucco è quello di creare degli schemi di colori: è più riposante per gli occhi e permette al cliente di dirigersi verso i capi del colore che preferisce senza perdersi tra prodotti che non interessano.

Maje | Tecniche di visual merchandising
Crediti immagine: Maje

5. Raggruppare gli articoli per tema

La maggior parte dei clienti compra ciò che vede. 

L'ideale è raggruppare sempre (fisicamente o concettualmente) i prodotti che seguono un certo tema o una determinata storia. Online, questo può tradursi nella creazione di collezioni, categorie e tag. 

Questo può favorire anche l'upselling. Immaginiamo che una persona sia in cerca di una maglietta. Si potrebbe creare la sezione "abbigliamento estivo": in questo modo i clienti (o gli utenti) troverebbero accanto alle magliette anche altri capi come cappellini, pantaloncini. In altre parole, tutto l'occorrente per comporre un outfit completo. 

6. Cambiare l’assetto delle vetrine

Quando preparate vetrine piuttosto ricche, con allestimenti di grandi dimensioni o merce stagionale, datevi una scadenza di 3 o 4 settimane (e non più di 6!) per riallestire il tutto.

I clienti noteranno che l’assetto delle vetrine è cambiato; e anche se avete semplicemente spostato la merce (non necessariamente introdotto molti nuovi modelli), il cambiamento di scenario potrà far pensare ai clienti che avete un sacco di nuova merce, incoraggiandoli a dare un’occhiata.

Aggiornate l’esposizione dei prodotti in vista del weekend. Ad esempio, cambiate gli abiti sui manichini ogni venerdì mattina (o a venerdì alternati), prima dell'apertura del negozio. 

7. Mettere i best seller in vista

Mettete in bella vista i capi più popolari in modo che clienti (e potenziali tali) li vedano immediatamente. Questo aiuta ad attirare le persone in negozio e oltretutto aiuta a visualizzare come abbinare i capi per particolari outfit.

8. Cambiare modalità di presentazione

Nel fashion retail, spesso i capi ricercati vengono esposti sui manichini, mentre quelli più semplici vengono piegati e messi sugli scaffali. Se qualcosa non si vende, si può provare a spostarlo, a metterlo su un manichino o su un tavolo. Il prodotto a quel punto si muove e, magari, può migliorare il suo tasso di vendita.

La stessa operazione si può fare online, scattando nuove foto del prodotto. Un restyling o degli scatti still life e lifestyle possono aiutare. 

È importante aggiungere un avvertimento, a questo proposito: se un capo non si vende, in alcuni casi è sufficiente offrire una presentazione migliore, in altri probabilmente si tratta di un prodotto non adatto al target. 

9. Curare i dettagli

Nell’allestire una vetrina, che sia online o in store, l’obiettivo è di farla apparire bella.

Stirare i vestiti, spillare gli abiti sui manichini in modo che la vestibilità sia perfetta, ordinate i prodotti sugli scaffali... sono tutti dettagli che fanno la differenza agli occhi del pubblico.

10. Coinvolgere i cinque sensi

La vista è il senso più immediato da stimolare: accostamenti cromatici, giochi di luci, ombre e specchi. Tutto solletica gli occhi. 

La sfida si fa più ardua quando si tratta di stimolare udito, tatto, olfatto e gusto. Naturalmente, la stimolazione del gusto è tipica del ramo food & beverage: assaggi, degustazioni guidate... questo consente di approfondire la conoscenza del prodotto.

Quando si parla di udito, bisogna puntare tutto sulla musica in negozio. Entrando da Flying Tiger Copenhagen, ad esempio, si viene accolti da musica tendenzialmente vintage: i grandi classici del passato - dagli anni 50, ai Beatles, passando per Bob Marley - accolgono i clienti in un'atmosfera frizzantina che invoglia a passare più tempo all'interno del punto vendita.

tecniche espositive di visual merchandising - flying tiger copenhagen

Per quanto riguarda l'olfatto, c'è un solo e unico re incontrastato: Lush. Questa catena made in UK ha fatto del marketing sensoriale il suo marchio di fabbrica tanto che il profumo dei suoi negozi si percepisce a decine e decine di metri di distanza.

Il profumo suscita curiosità: di cosa si tratta? Da dove viene questo profumo? Lo senti anche tu? Diventa così argomento di conversazione e il protagonista di una caccia al tesoro nella speranza di trovare la fonte. 

In conclusione

Ora avete diversi spunti per presentare in modo nuovo i vostri prodotti, in negozio o nel vostro pop-up store. È tempo di sperimentare queste tecniche espositive di visual merchandising e creare fantastiche vetrine, con l’obiettivo di attrarre nuovi clienti ed aumentare le vendite.


Visual merchandising: domande frequenti

Cosa significa visual merchandising?

È una disciplina che aiuta a valorizzare i prodotti presenti in un negozio fisico o virtuale e l'ambiente in cui si trovano attraverso posizionamento degli oggetti, luci, colori, suoni e profumi.

Come si diventa visual merchandiser?

Per diventare visual merchandiser servono dei corsi di formazione che diano le basi di moda, marketing e design.

Quali sono i vantaggi del visual merchandising?

Il grande vantaggio del visual merchandising è quello di creare un'esperienza di shopping unica e memorabile perché in grado di suscitare emozioni e stuzzicare uno o più dei cinque sensi.
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