Imprenditore: che cos'è, cosa fa e cosa significa esserlo

imprenditore

Essere imprenditori fino a pochi anni fa era un ruolo che non molti potevano ricoprire. Se non si “aveva un mestiere” e un capitale da investire era difficile raggiungere certi livelli.

Oggi fortunatamente le cose sono cambiate e molte persone si sono ritrovate a cambiare lavoro e essere imprenditori per caso o addirittura per necessità.

Senza contare gli incredibili progressi che ci sono stati negli ultimi 100 anni nell’imprenditoria femminile e, anche se c’è ancora tanta strada da fare, possiamo dire davvero che le cose si siano evolute moltissimo.

In questo articolo, quindi, vogliamo parlarti di questa figura, per capire che cos’è e cosa fa un imprenditore e quali caratteristiche è necessario avere per diventarlo.

Cosa fa un imprenditore

Cos'è un imprenditore

L’imprenditore esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. (Art. 2082 CC).

In poche parole, impiega capitali e forza lavoro al fine di creare un prodotto o un servizio, trarre profitto e generare valore. Ed è con il proprio capitale che risponde alle obbligazioni assunte dalla sua impresa.

Generalmente è anche responsabile di tutti i settori dell’impresa, soprattutto nella fase iniziale.

Chi è l’imprenditore? Tra etimologia e fatti

La parola imprenditore viene dal latino (composto di intra + prehendo) letteralmente “prendere dentro”, quindi abbracciare un qualcosa, mettersi dentro ad un’impresa, iniziare un’attività lunga ed impegnativa. A dispetto del fatto che il concetto di imprenditorialità sia mutato negli anni, questa parte è rimasta ancora del tutto intatta.

Qualunque sia la nostra definizione di imprenditore, quindi, è quasi superfluo dire che un imprenditore non è tale se resta lì ad aspettare una convalida.

Sì, perché almeno due sono le cose che tutti gli imprenditori hanno in comune:

  1. ambizione
  2. coraggio di iniziare.

Cosa fa un imprenditore: gli aspetti sociali

Siamo abituati a immaginare gli imprenditori come persone danarose, orientate al profitto personale. Ma, oltre al fatto che esistono realtà differenti, le attività imprenditoriali hanno un impatto sociale positivo sotto molti aspetti. Senza di loro ci sarebbe meno innovazione, produttività e opportunità.

L’imprenditore che sceglie di avviare un’attività, di assumersi il rischio di impresa:

  • crea posti di lavoro, assumendo nuovo personale per raggiungere i suoi obiettivi;
  • contribuisce al reddito nazionale, creando nuove ricchezze e apportando miglioramenti nei servizi;
  • innova, si lancia in tutti i mercati e, cercando di sbaragliare la concorrenza, apporta miglioramenti a prodotti e servizi già esistenti o creandone di nuovi;
  • è fonte di ispirazione per altri aspiranti imprenditori.

Imprenditore o libero professionista?

imprenditore o libero professionista

Adesso che abbiamo visto cosa fa un imprenditore facciamo una distinzione importante tra questa figura e quella del libero professionista.

L’imprenditore è colui che assume il rischio d’impresa, pertanto i liberi professionisti non rientrano in questa categoria. “Il professionista intellettuale assume la qualità di imprenditore commerciale quando esercita la professione nell'ambito di una attività organizzata in forma d'impresa”.

Il libero professionista, infatti, è quella figura che si obbliga a svolgere un lavoro, generalmente proprio e di carattere intellettuale, dietro compenso, senza alcun vincolo di subordinazione con il committente o grande impiego di persone, capitali o mezzi. (Art. 2222 CC)

Queste due figure vengono spesso confuse, ma si tratta di due ruoli completamente diversi pur avendo alcuni punti in comune. Entrambi, infatti, possiedono partita IVA e svolgono un’attività economica al fine di produrre beni o servizi e trarne profitto. La differenza principale sta nel fatto che l’impresa gestita dall'imprenditore produce profitto anche quando questi non è presente o sta svolgendo altre attività.

Il libero professionista, invece, produce soltanto quando impiega le sue abilità tecniche e intellettive in un determinato lavoro. 

Cosa significa imprenditore? Le caratteristiche

caratteristiche imprenditore

A livello giuridico, quindi, le due figure sono molto diverse ma a livello intellettuale e di forma mentis hanno più punti in comune di quanto si possa pensare.

Sotto questo punto di vista, infatti, la definizione di imprenditore, come figura che crea un’impresa con l’obiettivo di realizzare profitti, diventa molto più ampia.

Oggi chiunque può essere definito imprenditore, dal gestore di una grande azienda che conta numerosi dipendenti, fino al freelance che lavora per sé stesso. Quello che accomuna tutte queste figure è la forma mentis, ovvero il mindset che spinge alcuni soggetti a lanciarsi in imprese che altri riterrebbero rischiose o difficili da realizzare.

L’Unione Europea, nell’ambito occupazione, affari sociali e inclusione ha stabilito, tra i suoi obiettivi politici, lo sviluppo delle capacità imprenditoriali dei cittadini. 

In quest’ambito, ha definito le caratteristiche dell’imprenditorialità fornendo una definizione di questo concetto e soprattutto una serie di abilità che è importante sviluppare per chi intende intraprendere questa strada, fornendo anche un riferimento unico per tutte quelle iniziative volte all’insegnamento di queste capacità.

Ecco quindi i 15 elementi che ci aiuteranno a capire cosa significa imprenditore. Costituiscono il Quadro Europeo delle Competenze Imprenditoriali, EntreComp (The Entrepreneurship Competence Framework) e sono suddivise in 3 aree: idee e opportunità, risorse e azioni.

imprenditore quadro europeo

Per ognuna di queste caratteristiche il Quadro Europeo fornisce anche dei consigli.

Idee e opportunità

  1. Cogliere le opportunità. Crea valore individuando le opportunità attraverso l’immaginazione e le tue abilità. 
  2. Creatività. Proponi idee creative e complete.
  3. Visione. Lavora puntando sempre alla tua visione del futuro.
  4. Validazione delle ideeValida le idee prodotto, ovvero riconosci il potenziale di ogni idea.
  5. Pensiero etico. Valuta le conseguenze e l'impatto di idee, opportunità e azioni.

Risorse

  1. Consapevolezza di sé e delle proprie capacità. Credi in te e nelle tue capacità, continuando a crescere.
  2. Motivazione e perseveranza. Resta concentrato e non arrenderti.
  3. Mobilitazione delle risorse. Raccogli e gestisci le risorse necessarie.
  4. Alfabetizzazione finanziaria ed economica. Sviluppa le tue conoscenze finanziarie.
  5. Mobilitazione degli altri. Ispira, entusiasma e coinvolgi gli altri.

Azioni

  1. Iniziativa. Vai avanti, affronta le sfide, non aspettare.
  2. Pianificazione e gestione. Attribuisci le priorità, organizza e gestisci.
  3. Affrontare incertezze e rischi. Prendi decisioni anche di fronte ad incertezze e rischi.
  4. Lavoro di gruppo. Fare squadra, collaborare con gli altri e fare rete.
  5. Apprendimento attraverso l’esperienza. Impara con l’esperienza, impara facendo.

L’imprenditore oggi: come la tecnologia ha cambiato questo ruolo

imprenditrice tecnologia

Essere imprenditori significa affrontare numerosi rischi e sfide e negli ultimi anni le incertezze dovute alla pandemia di Covid, con tutte le conseguenze che ha comportato, hanno reso questo settore ancora più difficile. Nonostante questo, quest’anno è possibile vedere un primo iniziale assestamento dell’andamento apertura/chiusura delle attività imprenditoriali.

In altre parole, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, dopo il grande calo del 2020, nel 2022 si è verificata una stabilizzazione delle iscrizioni/cancellazioni al Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

Questo potrebbe essere il segnale di un’iniziale ripresa di questo settore grazie anche ad una serie di elementi legati probabilmente proprio alla pandemia e tutto quello che ha comportato.

Sono aumentati, infatti, anche i casi di imprenditori che si ritrovano ad essere tali per necessità, perché durante la pandemia hanno perso il lavoro. O chi invece grazie alla tecnologia ha potuto mettere a frutto quello che un tempo era solo un hobby e che ora è diventato un vero e proprio business.

La tecnologia quindi ha favorito non poco la nascita di nuovi imprenditori, ecco quindi alcuni esempi di innovazioni tecnologiche degli ultimi 20 anni a supporto delle start up:

 

imprenditore Linea del tempo della tecnologia per gli Imprenditori

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Esempi di innovazioni tecnologiche in supporto agli imprenditori:

  • Quickbooks ha reso più accessibile la contabilità per le piccole imprese
  • Alibaba ha permesso di cercare più facilmente un fornitore di prodotti da poter vendere
  • App di email marketing hanno semplificato e reso più abbordabile l’email marketing
  • Shopify ha reso più facile avviare e gestire un’impresa per vendere online senza essere programmatori
  • Dropbox ha consentito la condivisione dei file per garantire una collaborazione migliore e più sicura
  • Kickstarter ha diffuso il crowdfunding riducendo le barriere finanziarie per realizzare idee imprenditoriali
  • Buffer ha semplificato le modalità per pianificare il contenuto dei social media sui diversi profili
  • Fiverr ha reso disponibile un mercato per la ricerca di talenti e risorse umane a prezzi accessibili
  • Zapier ha reso possibile l'automatizzazione dei flussi di lavoro tramite l'integrazione di tecnologie, senza bisogno di un developer
  • Canva ha aperto a chiunque le porte della grafica per ogni necessità

Queste società - questi imprenditori che rendono possibile lo spirito imprenditoriale - sono solo una piccola manciata di un gruppo più ampio di attività commerciali che hanno creato un mondo in cui un business non ha più bisogno di essere necessariamente legato ad un ufficio in un luogo fisico.

Molti di essi hanno iniziato da casa o su un laptop da un bar, o attraverso uno smartphone, con "impiegati" sparsi per il globo. Rendendo a loro volta  molto più semplice per i nuovi imprenditori diventare nomadi digitali.

Essere imprenditori oggi: come lo si diventa

imprenditore come si diventa

Abbiamo visto cosa fa un imprenditore, vediamo ora come diventarlo.

Considerato che l’imprenditorialità part-time è oggi più comune rispetto a una volta, non è più necessario rinunciare al tuo lavoro per costruire un’attività.

Molti titolari di negozi Shopify gestiscono la loro impresa part-time, lavorando alla sera o nel week end. Sono veri imprenditori e possono decidere di passare al full-time solo se lo desiderano. Alcuni hanno anche un negozio fisico, mentre altri operano solo online.

Le attività commerciali, a differenza di un tempo, possono rivestire molteplici forme. 

Ecco alcuni esempi di start up che potrebbero diventare fonte d’ispirazione e che chiariscono ancora una volta cosa fa un imprenditore.

1. Costruire un’impresa incentrata sulla vendita di prodotti e sulla dimostrazione del loro valore

Molti imprenditori riescono a identificare un’opportunità ed investono su di essa per primi. Se c’è domanda, diventano gli unici fornitori. La passione riguardo il prodotto aiuta, ma non è assolutamente indispensabile.

Quel che conta è la passione per il business, per la competizione e la capacità di realizzare un sistema che crea valore. Non importa se si tratta di un’attività secondaria, o invece di qualcosa che rimpiazza il tuo lavoro a tempo pieno.

Esempio: Arancinotto

2. Costruire un’attività basata su informazione e empowerment

L’info-imprenditore è tipicamente un insegnante che vende informazioni attraverso corsi, template ed altre risorse. Tali risorse generalmente sono volte ad istruire e mettere il pubblico in condizione di affrancarsi tramite l'istruzione e la conoscenza.

Esempio: Copyblogger 

3. Creare un pubblico e poi costruire un’attività intorno ad esso

L’unico modo di sopravvivere per gli artisti era, un tempo, quello di farsi sponsorizzare da un mecenate.

Oggi, gli autori - scrittori, video blogger (cosiddetti “vlogger”), musicisti - si costruiscono un pubblico grazie al loro talento. E poi creano un business che gli permette di vendere arte online con merchandising, vendita di libri, ecc. In definitiva, il loro mecenate è il pubblico stesso.

Non li vediamo spesso in quest’ottica, ma i libri sono prodotti fisici o digitali e i download di musica possono essere un prodotto digitale. Se li vendiamo, stiamo gestendo un’impresa.

Esempio: Wait But Why

4. Costruire un’impresa grazie all’abilità manuale

Il produttore applica una specifica tecnica di lavorazione che ha affinato per realizzare dei prodotti fisici. Con un hobby o passatempo, ha imparato a trovare un pubblico di nicchia interessato a possedere ciò che viene creato. Può trattarsi di collane, mobili fatti a mano, candele profumate, ecc.

Tale attività inizia solitamente come hobby, prima ancora di acquisire clienti e diventare un’impresa vera e propria.

Esempio: Maraismara

5. Costruire un’impresa che fornisce servizi

Questa tipologia include agenzie, consulenti, liberi professionisti e persone con capacità o esperienza di cui altri hanno bisogno. Si può iniziare da soli, guadagnando solo quando si lavora, ma poi, volendo, ci si può espandere.  

Esempio: Shopify Partners

6. Costruire un’impresa attorno a un modo migliore di fare le cose

C’è sempre spazio per il miglioramento. Esistono sempre necessità e punti critici in attesa di risposte. Questa è la storia di molti fondatori di aziende tecnologiche, mossi dall’intento di realizzare la loro visione di un modo migliore di fare le cose. Il tutto può anche ruotare intorno ad un prodotto o servizio utile che ancora non esiste.

Esempio: Uber 

7. Costruire un’impresa con il focus sulla responsabilità sociale

Alcuni imprenditori usano il business come mezzo per realizzare un modo di vivere sostenibile, migliorando la qualità della vita grazie all’impresa sociale. A parte il profitto, cercano di creare valore per chi è nel bisogno.

Esempio: LSTN

8. Costruire un’impresa vendendo prodotti senza possederli

È il dropshipping, un modello di business che si sta diffondendo sempre più e consiste nel realizzare vendite attraverso un proprio sito senza possedere alcun magazzino, risparmiando quindi sui costi di acquisto o affitto e gestione. La merce, infatti, viene spedita direttamente al cliente dal fornitore e l’acquisto viene effettuato soltanto a ordine ricevuto.

Con Shopify è possibile creare una piattaforma ecommerce che ti permetterà di aprire un negozio online facilmente e di personalizzarlo senza spendere un patrimonio. Una volta trovata la tua nicchia di mercato potrai iniziare a vendere già da subito.

 

Queste sono solo alcune delle motivazioni intrinseche che conducono all’imprenditorialità. Può anche essere una combinazione di fattori che ti dà l’ispirazione per avviare una nuova attività.

Da queste emerge quanto sia vario e difficilmente inquadrabile in definizioni il ruolo dell'imprenditore. Prima di tirare le conclusioni su questa figura, quindi, forse è meglio chiedere direttamente a chi si può considerare tale.

Cos’è un imprenditore: le risposte di chi ricopre questo ruolo

cos'è un imprenditore

Mio padre è un imprenditore.

Nel 1990, ha aperto un’autofficina.

Si è assunto un rischio, accollandosi stress ed incertezza. Ha svolto un secondo lavoro per riuscire a mantenere contemporaneamente famiglia e impresa. Ha accresciuto la clientela, ha assunto meccanici, ha venduto servizi (di riparazione auto) e prodotti (pezzi di ricambio). In definitiva, è stato artefice del suo successo.

Ma se gli chiedete che lavoro faccia, non vi dirà di essere un imprenditore. Dirà che “ripara auto”.

E se gli chiedete come ci si senta ad essere a capo di un’azienda, vi risponderà: “Quando hai un’attività, non sei il capo. Sei un dipendente.” Eppure, a mio parere, mio padre è senza dubbio un imprenditore.

Come mio padre, molti proprietari di piccole imprese non affermano di essere "imprenditori". Per contro, probabilmente conoscete qualcuno che si fregia orgogliosamente di tale titolo.

Così, ho intervistato oltre 25 imprenditori delle più disparate tipologie: mono-imprenditori, tecno-imprenditori, titolari di e-commerce, creativi - per ottenere diversi punti di vista su cosa sia esattamente un imprenditore e confrontare la definizione di chi ricopre questo ruolo con quella ufficiale.

Ecco alcune risposte che ho ottenuto:

“Un imprenditore è una persona che preferisce il rischio ad una vita prevedibile e che sceglie di scommettere su di sé prima che su chiunque altro”.

— Drew Downs, Co-founder di Nuvango

“È imprenditore chi ha scelto consapevolmente la libertà. Il prezzo della libertà è alto, perché essere imprenditore non è facile e ti cambia la vita sotto ogni aspetto. Molti di noi spendono anni a costruire un sogno altrui e a seguire regole imposte da altri. Da imprenditori, possiamo scegliere di lavorare su ciò che ci appassiona, che ci motiva e che ha un grande impatto su chi vive intorno a noi. Come imprenditori, possiamo trascorrere del tempo con la famiglia quando lo decidiamo, andare in vacanza quando lo desideriamo e circondarci delle persone che scegliamo noi”.

— John Lee Dumas, Conduttore di Entrepreneur on Fire

“È imprenditore la persona che cerca di attuare un cambiamento, in un settore o nel mondo. Si assume un rischio finanziario, preferendo la crescita al profitto ed è ottimista davanti agli ostacoli. Le barriere di accesso non sono mai state così basse come al giorno d’oggi. Non è necessaria una laurea in informatica per lanciare un prodotto o un servizio via web. Così, diventare un imprenditore di successo oggi si riduce quasi interamente ad una questione di esecuzione e di perseveranza”.

— Yoav Schwartz, Co-fondatore di Uberflip

“Un imprenditore si assume il rischio d’impresa e cerca di soddisfare un bisogno a modo proprio. Io credo che un imprenditore non si limiti ad “organizzare” l’impresa, ma la alimenti, la diriga e la crei. Ho esitato per molto tempo a definirmi un’imprenditrice, perché pensavo occorresse avere un Master in Gestione d’Impresa. Mi sbagliavo. Gli imprenditori sono tenaci e dirompenti, creativi e indisciplinati, strateghi e inarrestabili. A volte sono pessimi studenti o impiegati difficili”.

—Terri Trespicio, Branding e Content Strategist, Scrittrice, Oratrice professionista

“Imprenditore è chi riesce a soddisfare le esigenze di una fascia di pubblico, avendo un modello di business redditizio”.

—Felix Thea, Titolare di TrafficAndSales.com

A parte i temi ricorrenti di "rischio", "creazione di valore", "anticonformismo", le risposte che ho ottenuto variano da persona a persona, da azienda ad azienda.

La definizione di imprenditorialità sembra essersi evoluta e ciò deriva probabilmente da due fattori:

  1. grazie alla tecnologia, le barriere di accesso per avviare un’impresa non sono mai state basse come lo sono oggi
  2. ora esistono molte più strade di prima per aprire un’attività.

Cosa fa un imprenditore: conclusioni

In questo articolo abbiamo visto cosa fa un imprenditore cercando di capire non solo il significato di questo termine ma anche il ruolo che ricopre nella società e le caratteristiche che deve avere per essere definito tale, al di là delle norme giuridiche.

Abbiamo visto alcune opinioni in merito di chi ricopre questo ruolo con successo e quali sono i settori in cui si può pensare di intraprendere questa strada.

A conclusione di questo articolo possiamo dire che per essere imprenditori è necessaria una grande ambizione e voglia di crescere, mescolata ad una buona dose di coraggio di iniziare. Perché forse quello che distingue un imprenditore da chi non lo è, è il coraggio di passare all’azione.


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shopify-author Braveen Kumar

 

Note sull'Autore

Articolo originale di Braveen Kumar, tradotto da Maria Teresa Cantafora, adattato da Giulia Greco

Cosa fa un imprenditore: domande frequenti

Cosa fa un imprenditore digitale?

Un imprenditore digitale è una persona che organizza e gestisce un’attività economica online, assumendosi un rischio finanziario: il cosiddetto rischio d’impresa.

Quanto guadagnano gli imprenditori?

Il guadagno di un imprenditore dipende sempre dalla natura e dalla grandezza dell’azienda che gestisce. Secondo Forbes l’imprenditore più ricco d’Italia è Giovanni Ferrero con un patrimonio di 36,2 miliardi di dollari, superato recentemente da Chiara Ferragni con 40 milioni di Euro. A questi grandi numeri si contrappongono ovviamente quelli più bassi degli imprenditori medi che raggiungono circa 50mila Euro l’anno.

Cosa bisogna studiare per diventare un imprenditore?

Per diventare imprenditore non è necessario alcun percorso di studi, si può decidere di avviare un’attività in poco tempo ad esempio aprendo uno store online con Shopify senza aver alcuna nozione di imprenditoria. Certo, è un percorso importante per chi decide di avviare un’attività seriamente e gli studi che si possono intraprendere sono gestione d’impresa, ingegneria gestionale o un master business administration se il proprio percorso di studi è differente. Inoltre è possibile seguire dei corsi per diplomati organizzati direttamente da associazioni di categoria.
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