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SCIA: che cos’è e a cosa serve - Guida 2022

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Quando si avvia un’attività economica è necessario seguire una serie di procedure e presentare la documentazione richiesta dal legislatore. 

Nel caso delle attività commerciali, ma non solo, è prevista la presentazione della SCIA, indispensabile per adempiere a tutti gli obblighi fiscali del commercio elettronico o tradizionale. 

In questo articolo vedremo che cos’è la SCIA, questo documento che semplifica le attività d’impresa, e quali sono i termini, le condizioni e i costi che dovrete affrontare per presentarla.

Cosa significa SCIA 

L’acronimo SCIA sta per Segnalazione Certificata Inizio Attività. Si tratta di un atto privato che consiste nella comunicazione di inizio attività da parte degli imprenditori agli organi competenti (il Comune di appartenenza).

Ha lo scopo di semplificare e liberalizzare le attività di impresa, intese come attività economiche artigianali, commerciali o industriali, organizzate professionalmente per la produzione e lo scambio di beni e servizi.

La semplificazione è resa possibile grazie alla normativa che consente l’avvio dell’attività senza attendere il consenso degli organi competenti, che avranno un termine di tempo per effettuare le dovute verifiche sulla legittimità dell’attività.

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SCIA, cos’è e come funziona

Vediamo adesso nel concreto in che cosa  consiste questa procedura, quali sono le normative cui fare riferimento, quali sono i costi e le procedure da adottare.

Cos’è la SCIA 

La SCIA, è, di fatto, una dichiarazione con la quale si comunica l’avvio di un’attività produttiva alla Pubblica Amministrazione. Qualunque soggetto (a seconda dei casi un tecnico quale un commercialista o un privato) può presentarla per iniziare, ampliare, ridurre, modificare o trasferire un’attività economica.

La dichiarazione, ovviamente, va corredata da autocertificazioni con le quali l’imprenditore, o il tecnico abilitato che ne fa le veci, attesta la presenza di tutti i requisiti che consentono l’avvio dell’attività. 

Con tale dichiarazione l’imprenditore segnalante si assume la responsabilità della veridicità di quanto dichiarato, pertanto, qualsiasi dichiarazione mendace, è perseguibile civilmente e penalmente. 

SCIA, normativa e origini

La semplificazione e la liberalizzazione delle attività d’impresa è un’opportunità offerta dal legislatore già dal 1990. 

Prima della SCIA, infatti, la legge n. 241 del 7 agosto 1990, all’articolo 19, introduceva la DIA (Dichiarazione di Inizio Attività), con la quale si intendeva sostituire, con una dichiarazione da parte dell’interessato, “Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge”.

Successivamente, tale legge fu sostituita con il Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010 (convertito nella legge n. 122/2010), utilizzando la denominazione SCIA.

In parole povere, ogni atto di autorizzazione, richiesto per l’esercizio di un’attività economica, può essere sostituito dalla SCIA, purché per tali atti sia richiesta esclusivamente la verifica dei requisiti e dei presupposti che la normativa prevede per quel determinato settore.

Ad esempio, se per l’attività che un imprenditore intende svolgere è prevista esclusivamente la verifica dei requisiti di settore, questo può presentare una semplice segnalazione di inizio attività. All’interno della segnalazione deve dichiarare la conformità dei requisiti alla normativa del settore nel quale intende avviare l’attività, assumendosi le responsabilità di quanto dichiarato.

Sta poi agli organi competenti verificare la veridicità delle dichiarazioni, controllando la conformità dei requisiti.

Verifica dei requisiti della SCIA

Una volta ricevuta tutta la documentazione, la Pubblica Amministrazione ha il compito di utilizzare tutti gli strumenti in suo possesso per avviare l’attività di controllo di quanto dichiarato.

Se viene accertata la mancanza dei requisiti necessari per l’esercizio dell’attività, la Pubblica Amministrazione ha il potere di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per perseguire, anche penalmente, il dichiarante. 

Inoltre deve provvedere a mettere in atto una serie di procedure per bloccare la prosecuzione dell’attività entro il termine di 60 giorni dal ricevimento del modello SCIA. (Il decreto legge n.70, convertito in legge n. 106 del 12/07/2011, estende la SCIA anche al campo edilizio, riducendo tale termine a 30 giorni).

Il vantaggio di questo tipo di istituto è che il controllo dei requisiti non ferma l’avvio dell’attività. In questo modo, se tutti i requisiti sono soddisfatti, l’imprenditore può proseguire l’attività senza interruzioni e inutili attese.

I requisiti oggetto di verifica sono di due tipi:

  • requisiti soggettivi: morali e professionali dell’imprenditore;
  • requisiti oggettivi (variabili in base al settore di pertinenza): urbanistico edilizi, igienico sanitari, relativi alle attrezzature o ai locali aziendali, all’agibilità, alle destinazioni d’uso, ecc.

Chi ha titolo a presentare la SCIA?

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La normativa si limita a definire incluse in questa tipologia di dichiarazione tutte le attività commerciali il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge.

È con il Decreto Legislativo del 25/11/2016 n. 222 che il legislatore elenca, nella tabella A, le attività economiche per le quali è obbligatoria la presentazione del modello SCIA.

Ecco, quindi, tra le altre, alcune delle principali attività economiche soggette a SCIA:

  • attività produttive;
  • attività artigianali;
  • attività agricole;
  • attività commerciali di somministrazione alimenti e bevande; 
  • attività commerciali al dettaglio; 
  • attività commerciali online (compresi i temporary shop che superano i 30 giorni di apertura);
  • imprese di spedizioni;
  • imprese di pulizie;
  • attività di autorimessa;
  • attività di intrattenimento e spettacolo;
  • strutture ricettive;
  • stabilimenti balneari;
  • agenzie di varia natura ecc.

Chi può presentare la SCIA

La SCIA può essere presentata autonomamente o attraverso un intermediario. 

Se siete un imprenditore e desiderate procedere senza intermediari, allora come prima cosa avrete bisogno di:

  1. una PEC (posta elettronica certificata), il sistema di posta elettronica con valore legale, acquistabile presso qualunque provider;
  2. la firma digitale, una procedura informatica che permette di firmare in maniera digitale un documento.

Se invece preferite affidarvi ad un intermediario, potete rivolgervi ad un professionista abilitato o a un’associazione di categoria.

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Come presentare la SCIA

La presentazione della SCIA deve avvenire, esclusivamente in via telematica, al SUAP, lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di competenza. 

Lo sportello è raggiungibile attraverso il sito del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), impresainungiorno.gov.it. Una volta registrati, potrete selezionare il Comune, la categoria commerciale cui appartenete e inserire tutta la documentazione richiesta, nonché avere accesso a tutta la normativa relativa.

Al termine della procedura, verrà rilasciato il modulo SCIA sul quale dovrà essere apposta la firma digitale.

A questo punto l’ufficio competente ha 60 giorni per verificare la veridicità delle dichiarazioni e controllare tutti i requisiti. Qualora qualche documento mancasse o fosse incompleto potrebbe richiedere delle integrazioni o decidere di sospendere l’attività.

Numero protocollo SCIA, dove si trova?

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Una volta inviata tutta la documentazione, l’imprenditore (o chi ne fa le veci) riceverà una mail di avvenuta consegna.

Successivamente viene effettuato un controllo di completezza e correttezza dell’intera pratica, soltanto allora sarà inviato, sempre tramite posta certificata, il numero di protocollo.

Il protocollo rappresenta la conferma della consegna del documento e vi permette di iniziare immediatamente l’attività, senza attendere l’autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione.

Con il numero di protocollo è possibile anche controllare lo stato della propria pratica.

Ecco ad esempio come sarà indicata la SCIA di inizio attività commerciale di un ecommerce con partita IVA.

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Costi SCIA

I costi di presentazione della SCIA sono molto variabili. Tasse, concessioni governative e bolli dipendono dal codice ATECO, ovvero dal tipo di attività che si intende avviare. A queste spese, inoltre, va aggiunta quella per la prestazione del professionista, qualora doveste scegliere di affidarvi a terzi.

Utilizzando delle medie nazionali possiamo preventivare una cifra indicativa, data la variabilità degli importi, che può aggirarsi tra i 250 e i 1000 €, comprendendo anche la spesa per il professionista.

 

Quanto costa fare una SCIA commerciale?

Facendo una sommaria analisi di mercato e ipotizzando che vogliate aprire un ecommerce basato a Roma, potremmo preventivare: 

  • presentazione della SCIA da un tecnico abilitato circa 100€;
  • bolli e tasse 200 € circa.

Come anticipato, questo costo è estremamente variabile anche in base al luogo in cui si presenta la domanda, quindi questa stima va considerata come una semplice indicazione. Spesso il costo è anche integrato direttamente dal commercialista stesso, nel caso che l’avvio dell’attività corrisponda con l’apertura di una nuova Partita IVA di cui ha il mandato.

 

SCIA - Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto cos’è la SCIA, qual è la normativa di riferimento, come funziona, chi deve presentarla e perché, cercando di fare una panoramica anche sulle procedure da adottare. 

Infine abbiamo tentato di ipotizzare la cifra che sommariamente dovreste affrontare per l’apertura di un ecommerce.

Conoscere con precisione quali sono tutti gli adempimenti legali, dall’IVA per l’ecommerce ai regimi per vendere all’estero, è il primo passo per addentrarsi in questo mondo evitando brutte sorprese.

In conclusione, l’avvio di un’attività commerciale può essere, sotto certi punti di vista, molto complessa. Ma non c’è da disperare, in questi ultimi anni la tecnologia sta semplificando molto le procedure e pian piano anche le più piccole Amministrazioni si stanno adeguando.

Domande frequenti sulla SCIA

Cos'è la SCIA?

La SCIA, Segnalazione Certificata Inizio Attività, è un atto privato, una comunicazione di inizio attività da parte di imprenditori agli organi competenti, che avranno un termine di tempo per effettuare le dovute verifiche sulla legittimità dell’attività.

Chi ha titolo a presentare la SCIA?

La SCIA può essere presentata autonomamente oppure attraverso l’intervento di un professionista abilitato.

A cosa serve la SCIA?

La SCIA ha lo scopo di semplificare e liberalizzare le attività di impresa avviando l’attività senza attendere il consenso degli organi competenti, che potranno verificare il possesso dei requisiti necessari entro il termine di 60 giorni.

Quanto costa presentare la SCIA?

Il costo della SCIA è molto variabile. Dipende dalla tipologia di attività che si intende avviare, dalle tasse locali e dall’importo previsto per l’eventuale professionista che si occupa della presentazione della pratica.
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