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Vendere all’estero online: guida pratica per iniziare nel 2022

vendere all'estero

Le vendite ecommerce globali hanno raggiunto 4,9 trilioni di dollari nel 2022, una cifra destinata ad aumentare ancora durante i prossimi anni (è previsto un aumento del 24,5% entro il 2025). 

In un momento storico che vede il commercio mondiale più interconnesso che mai, vendere all’estero online è di fondamentale importanza se gestite un ecommerce che si rivolge ad un pubblico globale. 

In questa guida pratica scopriremo come vendere all’estero, come vendere prodotti italiani all’estero e come farlo configurando il vostro negozio Shopify e non solo. Siete pronti per vedere aumentare le vendite internazionali della vostra attività? 

Indice


  1. Vendere all’estero online. Dove e come scegliere i mercati su cui puntare
  2. Come creare un negozio per vendere all’estero online
  3. Come configurare i pagamenti multivaluta e offrire pagamenti in valute locali
  4. Come configurare i domini internazionali in base al paese
  5. Come tradurre la lingua del vostro negozio online
  6. Strategie di marketing per vendere all’estero
  7. Spedizione e vendita di prodotti nazionali all’estero
  8. Vendere all’estero: normative e adempimenti fiscali
  9. Vendere all’estero online tramite marketplace
  10. Vendere all’estero online: conclusioni

Dove vendere all’estero? Dove e come scegliere i mercati su cui puntare

vendere all'estero scarpe

Per vendere all'estero online con successo il primo passo è identificare i potenziali mercati di destinazione. Quindi, la domanda da porsi è, dove vendere all’estero

Per trovare i mercati più adatti al vostro negozio, valutate le dimensioni dei mercati dei vari Paesi, la facilità di fare affari e il ritorno atteso sull'investimento, il cosiddetto ROI

Nella fase di analisi non dimenticate di creare delle buyer personas internazionali per individuare i mercati più adatti al vostro prodotto. A differenza del mercato nazionale, in quello internazionale dovrete tenere conto di diversi aspetti tra cui cultura, lingua, usanze e abitudini. 

Se riuscirete a naturalizzare l’esperienza del cliente, aumenterete senz’altro il traffico e quindi le conversioni. Per naturalizzare si intende avvicinarsi al cliente straniero e rendere “più locale” la sua esperienza, ovvero quanto più naturale e fruibile possibile, attraverso traduzioni e adattamenti culturali.

localizzare sito ecommerce

In poche parole: traducete il vostro sito, create delle campagne pensate in quella lingua e per quella cultura e concentrate le vostre vendite sui prodotti potenzialmente più vendibili in quella nazione e in quella cultura. 

Ad esempio, se il vostro business si occupa di vendere vestiti online, se sono abiti occidentali, nei paesi arabi troverete un mercato più difficile. In questo caso dovrete pensare di adattare la vostra linea di vestiti al mercato di riferimento oppure cambiare mercato. 

Inoltre, non dimenticate di verificare con i corrieri quali sono i paesi verso cui spediscono e quali mercati limitano o vietano la vendita dei prodotti. 

Per approfondire: 

Guida gratuita di Shopify al commercio internazionale

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Vendere prodotti italiani all’estero

Quando si decide di lanciarsi in un mercato in generale, si è consapevoli dell’enorme concorrenza con cui ci si dovrà confrontare, ancora di più se questo è un mercato più grande ed estero. 

Ma l’Italia ha un grande vantaggio quando si tratta di spedizione e vendita di prodotti nazionali all'estero, di cui parleremo sotto: il nostro patrimonio storico-culturale e l’immagine che abbiamo creato nel mondo di “Paese della Bella Vita” contribuiscono a garantire un vantaggio competitivo non indifferente agli imprenditori che vogliano esportare i nostri prodotti.

Questo avviene anche per quella continua ricerca di standard di qualità elevati che ci contraddistingue in alcuni settori. 

Ma il marchio “Made in Italy” non basta più per vendere all’estero online ormai: per emergere e battere la concorrenza offrire un buon servizio di assistenza clienti multicanale può essere la carta vincente.

Altro aspetto da non sottovalutare è avere un buon sistema di pagamenti integrato nella piattaforma, che consenta ai clienti di sentirsi al riparo da truffe e furti di identità.

Come creare un negozio per vendere all’estero online

vendere all'estero online

Una volta scelto il mercato, dovrete pensare a come creare un sito web che ospiti il vostro ecommerce per vendere all’estero. Se non avete competenze di programmazione, potete rivolgervi ad una agenzia o ad un freelance, oppure optare per una piattaforma “chiavi in mano”. 

Ecco alcuni aspetti da considerare nella scelta dello strumento più adatto per vendere all’estero.

  1. Semplicità. Considerate la possibilità di dover apportare modifiche al vostro ecommerce, soprattutto quando la vostra attività comincia a crescere o nell’eventualità in cui dobbiate espandervi in un altro mercato con un’altra lingua e un’altra cultura. Se il software che avete a disposizione non ha il codice accessibile o se non avete competenze in merito, dovrete rivolgervi sempre all’agenzia o al freelance che vi ha realizzato il sito, con notevole dispendio di energie, tempo e denaro.

  2. Costi. Vendere all’estero online potrebbe avere, lungo il percorso, dei punti di stop, dei momenti di incertezza dove probabilmente sarete costretti ad aggiustare il tiro o addirittura a rinunciare al progetto. Non sarebbe la prima volta che un venditore rinuncia a vendere all’estero per una serie di complicazioni sopraggiunte successivamente all’inizio dell’attività.
    È per questo motivo che è importante realizzare un business plan che vi consenta di valutare tutte le variabili e ridurre gli errori e gli imprevisti al minimo.
    In una fase come questa, quindi, non è consigliabile acquistare un software da migliaia di Euro che poi sarete costretti a pagare comunque, meglio optare per una scelta scalabile nel tempo. Esistono diverse soluzioni sul mercato che vi consentono di aprire un ecommerce in poco tempo, senza troppe competenze e senza spendere una fortuna.

  1. Funzionalità. Stilate una lista di funzionalità che trovate indispensabili per una piattaforma che dovrà vendere all’estero. Per farlo potete semplicemente guardarvi intorno. Osservare la concorrenza vi darà numerosi spunti per la vostra lista e vi permetterà di includere tutto quanto è necessario a realizzare la vendita e non solo, anche per ciò che concerne il servizio di assistenza clienti e il checkout.

Quale piattaforma ecommerce scegliere per vendere all’estero?

Scegliere come costruire il proprio negozio online non è facile visto che ci sono decine di valide alternative disponibili, ma con i consigli inclusi nell’articolo sulla migliore piattaforma ecommerce, nel quale facciamo un confronto tra le principali soluzioni, avrete un’idea più chiara delle possibilità.

Fondamentalmente qualsiasi piattaforma ecommerce è adatta a vendere all’estero, sia che scegliate una soluzione con hosting esterno e che richiede un minimo di conoscenze di programmazione come Wordpress, o che scegliate una piattaforma online “chiavi in mano” e con hosting integrato per non dovervi preoccupare degli aspetti tecnici. 

Troverete sempre plugin, app e soluzioni interne o di terze parti, gratuite e a pagamento, per tradurre il sito, configurare domini multipli, accettare pagamenti in diverse valute e tutte le altre necessità che si hanno quando si vende all’estero.

Ad esempio, se scegliete di realizzare un sito con Shopify potrete ottenere rapidamente il vostro ecommerce e configurarlo fin da subito per la vendita internazionale online.



Vendere all’estero online con la semplicità di Shopify

Con Shopify non sarà necessario ricorrere al programmatore ogni volta che dovrete aggiornare il sito. Man mano che scalate il business, sarete in grado di gestirlo e aggiornarlo autonomamente, anche se non avete competenze di programmazione.

Creare un sito per vendere all’estero con Shopify quindi semplifica tutta la procedura, grazie anche alle app di traduzione disponibili nello store.

Vendere all’estero spendendo poco con Shopify

Shopify vi permette di contenere le spese offrendovi un prodotto di qualità altamente personalizzabile e completo senza spendere un patrimonio. Inoltre, i primi 14 giorni sono gratuiti e non serve la carta di credito per registrarsi alla prova. Aspetti importanti per chi inizia a vendere all’estero online per la prima volta.

Per approfondire: 

Vendere all’estero online con i pagamenti multivaluta e i metodi di pagamento in valute locali

Ora che avete aperto il vostro negozio online e scelto i mercati su cui puntare per vendere all’estero, è arrivato il momento di considerare i pagamenti multivaluta. 

Per offrire un servizio migliore ai propri clienti esteri è fondamentale dare la possibilità, a chi sta effettuando l’acquisto, di pagare nella propria valuta.

Secondo una ricerca effettuata dal Baymard Institute ApS nel 2022, il tasso di abbandono del carrello acquisti è del 69%. Questo è dovuto ad una serie di motivi diversi, uno di questi è legato proprio ai metodi di pagamento.

cause abbandono carrelli

La ricerca quindi dimostra che chi non trova il metodo di pagamento desiderato, inclusa la valuta corretta, potrebbe abbandonare il carrello. Questa scelta è principalmente legata ai costi extra dovuti per la conversione.

Inoltre pagare nella propria valuta consente al cliente di sapere esattamente quanto sta pagando, evitando confusione, equivoci o domande.

Indubbiamente si tratta di un sistema più comodo, che il cliente apprezzerà.

Un tempo i pagamenti in un’altra valuta erano molto più complicati da realizzare per via dei tassi di cambio, per i rischi sulla sicurezza e la gestione dei dati. Oggi invece, la tecnologia moderna, ci consente di mettere in vendita un prodotto e ricevere il pagamento in Euro, anche se l’acquisto è stato effettuato in Sterline, Yen o Dollari.

Creare un’opzione di pagamento nella valuta locale, quindi, rappresenta un’ottima strategia per aumentare le vendite, riducendo il tasso di abbandono del carrello.

Per realizzarla, nella fase di costruzione del sito, dovrete provvedere ad inserire un sistema di fatturazione che supporti questa funzione. In particolare il vostro sistema dovrà:

  • creare preventivi e fatture nelle diverse valute;
  • aggiornare continuamente i tassi di cambio;
  • calcolare automaticamente i tassi di cambio nella valuta del cliente;
  • emettere fatture nella valuta locale;
  • calcolare i ricavi della vendita direttamente in Euro.

Se avete scelto di vendere all’estero online con Shopify tutta questa operazione diventa semplicissima.

Ricevere pagamenti in valuta locale con Shopify

Il requisito principale per abilitare i pagamenti multivaluta è attivare Shopify Payments come elaboratore dei pagamenti sul vostro negozio online. Seguite questi passaggi per completare l’operazione:

  1. Dalla dashboard di Shopify, andate su Impostazioni > Pagamenti.
  2. Nella sezione Shopify Payments, cliccate su Gestisci.
  3. Nella sezione Paesi/regioni, cliccate su Aggiungi paese/regione.
  4. Selezionate il paese o la regione che desiderate supportare dall'elenco "Paesi e regioni supportati", quindi cliccate su Aggiungi paese/regione.
  5. A questo punto, per consentire ai clienti di scegliere la valuta da utilizzare, inserite un selettore di valuta nel tema del vostro negozio. Il modo più semplice per farlo è installare l’app gratuita Geolocation di Shopify, che oltre ad aggiungere al footer del negozio online un selettore ad hoc per permettere ai clienti di scegliere lingua e paese, offre suggerimenti su lingua e paese in base alla posizione geografica e alla lingua del browser o dispositivo del cliente.

Ora i clienti potranno visualizzare i prezzi del negozio, pagare gli ordini al momento del check-out e ricevere rimborsi nella loro valuta locale. Inoltre, potete scegliere di convertire i prezzi automaticamente, utilizzando il tasso di cambio di mercato attuale, o manualmente, utilizzando un tasso di cambio personalizzato. Potete anche personalizzare i prezzi in base al Paese o regione configurando i prezzi internazionali.

Un ulteriore aspetto da considerare è se includere o escludere le imposte in base al paese del cliente. Ad esempio, mentre in Europa i prezzi mostrati sono generalmente comprensivi di tasse e imposte applicabili, i clienti americani si aspettano di vedere separatamente prezzo del prodotto e imposte. Il nostro consiglio è quello di documentarvi sulle abitudini del paese in cui volete vendere all’estero e adattarvi di conseguenza per offrire un’esperienza ancora più localizzata.

Secondo una nostra ricerca, abilitare i metodi di pagamento locali sul vostro negozio può aumentare le conversioni fino al 2,9%. Shopify Payments include di default alcuni metodi, tra cui Klarna, Sofort e iDEAL, quindi non dovrete far altro che abilitarle i pagamenti locali in Shopify.

Come configurare i domini internazionali in base al Paese

Ora che avete configurato i pagamenti multivaluta e i metodi di pagamento locali, il prossimo passo verso l’internazionalizzazione del vostro negozio online è localizzare l'esperienza utente configurando specifici domini internazionali.

I domini internazionali, oltre a consentirvi di conquistare la fiducia dei clienti, aumentano anche la probabilità che gli acquirenti paghino nella loro valuta senza dover compiere operazioni manuali. Questo perché potrete configurare i prezzi e le lingue predefinite per ogni mercato a cui intendete rivolgervi.

Per esempio, se il vostro negozio si chiama “SaraAbitiPremaman.com” e volete vendere in Svizzera, potete configurare i domini internazionali in modo che gli acquirenti vedano “SaraAbitiPremaman.ch” (ccTLD, dominio di primo livello) o “ch.SaraAbitiPremaman.com” (sottodominio).

Se non siete sicuri se utilizzare un ccTLD o un sottodominio, vi consigliamo di cominciare con un sottodominio per non incorrere in spese aggiuntive. 

Se utilizzate un dominio gestito da Shopify, potete aggiungere un sottodominio direttamente dalla dashboard. Per i domini di terze parti, fate riferimento alla loro documentazione per la configurazione, e poi collegate il vostro sottodominio a Shopify. Una volta che il vostro nuovo dominio è collegato su Shopify, impostate i prezzi e le lingue predefinite nella sezione Domini della dashboard.

Completata questa procedura, gli acquirenti che visitano un dominio locale vedranno automaticamente i prezzi nella loro valuta locale. Inoltre, Shopify si occupa automaticamente della SEO per conto vostro, impostando i tag hreflang su ciascuno dei vostri domini. In questo modo, Google e gli altri motori di ricerca possono capire quale dominio si riferisce a un determinato paese o regione, permettendo agli acquirenti di vedere il dominio giusto e i prezzi nei risultati di ricerca.

Come tradurre la lingua del vostro negozio per vendere all’estero online

traduzione ecommerce

Come già detto in precedenza, per vendere all’estero in modo efficace, è fondamentale abbattere qualsiasi tipo di barriera linguistica

Analogamente ai prezzi e alla valute locali, quasi l'80% degli acquirenti internazionali preferisce navigare in un negozio ecommerce disponibile nella lingua nativa, rendendo un negozio tradotto un potente strumento per aumentare le vendite internazionali. 

La traduzione di un ecommerce può passare attraverso diverse vie, che dipendono dal tipo di piattaforma che avete utilizzato per realizzare il vostro sito.

Ad esempio per WordPress bisogna scegliere un plugin di traduzione compatibile, principalmente viene utilizzato WPML perché semplice da utilizzare. Ma per tradurre anche tutta la parte relativa all’ecommerce vero e proprio, dove sono incluse tutte le funzionalità per la vendita, è necessario integrare anche WooCommerce Multilingual.

Anche in questo caso, se non avete competenze in merito potete rivolgervi ad un freelance o ad un’agenzia, in ogni caso ecco di seguito le modalità in cui è possibile tradurre un ecommerce:

  1. installando un plugin, come accennato poco sopra, come WMPL;
  2. installando diverse versioni del vostro sito ciascuna in una lingua diversa. In questo caso potrete anche collegarle l’un l’altra attraverso un menù;
  3. utilizzando un proxy di traduzione che provvede a monitorare il sito web originale traducendo i contenuti;
  4. utilizzando WordPress Multisite che crea una rete di siti in diverse lingue senza installare plugin.

Tradurre siti web in diverse lingue è un’operazione complessa e, se volete un lavoro ben fatto, dovrete richiedere la collaborazione di diverse figure professionali: un content creator, un traduttore e uno sviluppatore di software.

Se non avete le competenze necessarie, la traduzione del vostro sito potrebbe diventare un’operazione lunga e dispendiosa. 

La buona notizia? Con Shopify non è necessario aprire più negozi localizzati per offrire un'esperienza di acquisto multi-lingue!

Per iniziare, sfogliate la nostra collezione di app per la traduzione. Queste app si collegano direttamente alla sezione Lingue del vostro negozio Shopify, dove gestirete la traduzione dei vostri contenuti. 

La maggior parte delle app offre un periodo di prova gratuito di 7-14 giorni, quindi prendetevi tutto il tempo per provarle e scegliere la vostra preferita. Una volta selezionata e installata l’app di traduzione, attivate la lingua in cui volete tradurre il vostro negozio dalla sezione Lingue del negozio della dashboard (Impostazioni > Lingue del negozio).

Ora siete pronti per iniziare a tradurre i vostri contenuti utilizzando l’app che avete installato. Se conoscete la lingua del paese in cui volete vendere, potete occuparvene in prima persona. 

In alternativa, potete utilizzare uno strumento di traduzione automatica come DeepL, soprattutto se avete un budget ridotto o volete semplicemente testare un nuovo mercato, contattare un esperto Shopify o rivolgervi a un traduttore freelance

Quest’ultima opzione è fortemente consigliata nel caso in cui un nuovo mercato si riveli particolarmente promettente: per quanto le traduzioni automatiche abbiano fatto passi da gigante negli ultimi anni, il tocco umano e il valore aggiunto di un traduttore professionista saranno subito riconoscibili dai vostri clienti internazionali.

Quali contenuti tradurre per vendere all’estero? Innanzitutto concentratevi sulle pagine ad alto traffico, come la homepage, le pagine prodotto, le domande frequenti e le informazioni legali o termini di servizio. 

Inoltre, non dimenticate di tradurre anche le mail automatiche che vengono inviate ai clienti in seguito all’ordine, ad esempio la conferma di pagamento o spedizione.

Una volta completata la traduzione in una determinata lingua, assicuratevi di renderla disponibile per il relativo dominio internazionale tornando alla sezione Domini e impostandola come predefinita o come opzione di lingua. 

Per quanto riguarda la SEO, anche in questo caso Shopify si occuperà di tutto, impostando i tag hreflang corretti per ogni nuova lingua pubblicata, e l'app Geolocation che avete precedentemente installato consentirà agli acquirenti di passare facilmente da una lingua all'altra.

Strategie di marketing per vendere all’estero

marketing per vendere all'estero

La pubblicità è un modo efficace per generare traffico internazionale verso il vostro negozio e testare allo stesso tempo l’esperienza locale offerta ai clienti.

Qualunque sia il canale su cui intendete fare pubblicità, è importante creare campagne specifiche per ogni paese, rivolte direttamente agli acquirenti internazionali, per indirizzarli alla versione localizzata del vostro sito. 

Rimuovere l'attrito per gli acquirenti è particolarmente importante, soprattutto per coloro che visitano il vostro negozio da un nuovo Paese o regione per la prima volta. Prestate particolare attenzione alla duplicazione delle campagne online preesistenti se intendete riutilizzarle in nuovi Paesi o regioni, perché potrebbero non essere efficaci per il pubblico di destinazione o indirizzare alla versione non localizzata del vostro negozio.

Per esempio, su Facebook Business Manager, dividete gli annunci che si rivolgono ai nuovi clienti in diverse campagne. Localizzate testi (una tattica efficace è quella di menzionare la spedizione veloce al paese di destinazione), immagini, e assicuratevi che gli URL di destinazione riflettano i domini internazionali che avete impostato per ogni mercato.

Facebook è solo uno dei tanti esempi da considerare. Assicuratevi di investire il tempo necessario per localizzare la vostra pubblicità su ciascuno dei canali online che utilizzate per acquisire clienti. Se sfruttate il retargeting su Facebook, Google o Pinterest, assicuratevi che queste campagne siano localizzate in base alle preferenze dei vostri acquirenti, mostrando loro prezzi e lingua locali. Per farlo, potete creare un feed di prodotto Shopify che supporti più valute e lingue per visualizzare sia gli stessi prezzi che le preferenze del vostro negozio online. Vi consigliamo di consultare app come DataFeed Watch o Multiple Google Shopping feeds se cercate una soluzione Shopify adatta a Google.

Per approfondire: 

Spedizione e vendita di prodotti nazionali all’estero

spedizione all'estero

Se fino ad oggi avete spedito solo in Italia, la spedizione all’estero potrà sembrarvi molto complicata. Saremo onesti, non è la cosa più semplice di questo mondo ma studiando bene le procedure e le normative dei Paesi di destinazione, non sarà un’impresa impossibile.

Solitamente i costi delle spedizioni variano in base al Paese di destinazione, molto semplicemente più è lontano, più aumentano i costi. A meno che tra questo e l’Italia non siano in essere accordi bilaterali allo scopo di ridurli.

Altro aspetto importante da considerare è che alcune merci sono proibite in alcuni Paesi, in particolar modo se la spedizione avviene via aerea. In questo caso è sempre bene consultare il Dangerous Goods Regulation (GDR) di IATA, International Air Transport Association, dove sono elencate tutte le merci proibite.

Le fasi della preparazione della spedizione restano pressoché invariate rispetto alle spedizioni italiane: preparazione del pacco, imballaggio, stampa della lettera di vettura, consegna al corriere.

Quello che cambia sono i documenti da preparare per la spedizione.

La prima distinzione da fare riguarda le spedizioni in Unione Europea, generalmente più semplici, e quelle oltre i confini europei, per le quali è necessario compilare moduli doganali e dotarsi del codice EORI.

Per la spedizione all’interno della Comunità Europea vi basterà stampare in tre copie la lettera di vettura, una da conservare firmata, una per il corriere e la terza che dovrà accompagnare il pacco.

Per la spedizione verso Paesi extraeuropei invece dovrete munirvi anche della fattura e della dichiarazione di libera esportazione, oltre al codice EORI, il codice di Registrazione e Identificazione degli Operatori Economici.

Per approfondire:

Vendere all’estero: normative e adempimenti fiscali

vendere all'estero fiscalità

Per vendere all’estero dovrete tenere conto della normativa del paese di riferimento e provvedere ad adempimenti fiscali aggiuntivi.

Primo fra tutti, per chi vende all’interno dell’Unione Europea, la registrazione al regime OSS UE, necessaria per versare l’IVA sulle vendite nel mercato europeo.

Altro adempimento è l’iscrizione al VIES, il sistema elettronico di scambio dati sull’IVA, per verificare la validità della partita IVA e contrastare evasioni fiscali.

Vendere all’estero comporta anche l’adeguamento alle norme del GDPR (General Data Protection Regulation), il regolamento generale sulla protezione dei dati che prevede anche l’inserimento di una privacy policy all’interno del proprio sito.

Nel sito dovrà essere prevista anche una sezione dedicata ai termini d’uso del contratto tra venditore e acquirente e i diritti e gli obblighi delle parti. Inoltre dovranno essere specificati quali sono i termini di pagamento, le modalità del trasporto e del diritto di recesso. Infine, bisogna indicare il foro competente in caso di controversie.

Relativamente alla partita IVA da applicare alle vendite, se commercializzate nel mercato europeo, allora viene presa in considerazione quella del paese di destinazione per il modello di business B2C (business to consumer). Quando invece si tratta di un modello di business B2B (business to business) l’IVA non viene applicata.

Se invece il vostro mercato è extra europeo allora le operazioni sono esenti da IVA ed è il cliente che dovrà sdoganare la merce pagando i dazi previsti.

In ogni caso non è semplice districarsi nella giungla del fisco (nazionale e internazionale), per questo motivo è preferibile rivolgersi a fiscalisti esperti del settore, in questo modo avrete tempo per concentrarvi su altre cose come la crescita del vostro business. 

Vendere all’estero online tramite marketplace

Se le procedure di spedizione all’estero vi spaventano una soluzione alternativa potrebbero essere i marketplace, una sorta di mercato virtuale dove è possibile vendere di tutto.

Un esempio di marketplace sono le piattaforme come Ebay, Amazon o AliExpress che vengono definite di tipo orizzontale perché si rivolgono a un mercato che abbraccia diversi settori. I marketplace verticali, invece, sono delle piazze virtuali che si concentrano su un unico settore merceologico, ad esempio Zalando per l’abbigliamento, Etsy per l’arte e l’artigianato o ePrice che si occupa solo di elettrodomestici e tecnologia in generale.

Il vantaggio di questo tipo di canale di vendita è che è possibile mostrare la propria merce a milioni di utenti in ogni parte del mondo. Inoltre, altro aspetto importante riguarda le spedizioni che vengono semplificate dalla piattaforma.

L’altra faccia della medaglia, però, è che non c’è alcuna personalizzazione: sarete uno fra i tanti venditori online all’interno di una concorrenza enorme.

Per provare a scalare la concorrenza l’unico aspetto su cui potete puntare è l’assistenza post vendita che, se ben eseguita, vi farà guadagnare delle posizioni all’interno del marketplace e sarete maggiormente visibili ai vostri clienti.

Vendere all’estero: conclusioni

Crescere con il proprio business significa espandere il mercato, e ai tempi del metaverso e della globalizzazione le frontiere non possono rappresentare un ostacolo.

In questo articolo abbiamo cercato di fornirvi una guida sulle procedure da seguire per vendere all’estero. Non si tratta di un business semplice, è vero, ma senza farvi intimorire, procedendo un passo alla volta, con la giusta formazione e una buona dose di determinazione, riuscirete a realizzare il vostro ecommerce e a vendere prodotti italiani all’estero. 

In questo scenario Shopify tenta di rendere il commercio internazionale più accessibile a tutti, a cominciare dal rendere più semplice per i negozi indipendenti vendere all’estero. 

Per ulteriori informazioni sulle vendite internazionali, vi suggeriamo di consultare la sezione dedicata del nostro Centro Assistenza: Vendita internazionale.

Buone vendite globali!



 

Domande frequenti sul vendere all'estero

Come vendere all'estero su internet?

Vendere all’estero online prevede i seguenti passaggi:
1. Individuare il mercato di riferimento;
2. Creare un negozio online multilingue e multivaluta, offrendo la possibilità di utilizzare metodi di pagamento del Paese di riferimento, per localizzare il più possibile l’esperienza del cliente;
3. Configurare domini internazionali;
4. Elaborare strategie di marketing per l’estero;
5. Assicurare spedizioni rapide e affidabili, seguendo le normative locali dei Paesi europei ed extraeuropei.

Come vendere prodotti italiani all’estero?

Vendere prodotti italiani all’estero significa competere con una concorrenza più ampia. Per farlo è necessario mettere in atto una serie di strategie:
1. creare di un sito multilingue e multivaluta che offra un’esperienza locale al cliente;
2. improntare delle strategie di marketing per ciascun Paese;
3. utilizzare un sistema di spedizioni rapido e affidabile sia per le spedizioni in Unione Europea sia per quelle extraeuropee;
4. provvedere ad un sistema di assistenza clienti completo ed efficiente;
5. puntare alla qualità dei prodotti italiani.
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