Come creare un brand di abbigliamento di successo in 11 step

creare un brand di abbigliamento

Dopo la laurea in fashion design, Sarah Donofrio si è affacciata al mondo del lavoro con la classica domanda che affligge i creativi: e ora?

Se anche tu ti stai facendo la stessa domanda, in questo articolo troverai una guida passo passo per creare un brand di abbigliamento di successo. E per rendere tutto più semplice abbiamo scelto proprio la storia di Sarah Donofrio come case study.



Come seguire il percorso di Sarah e creare una linea di abbigliamento? Per concretizzare questo sogno e avere successo nel frenetico mondo della moda ti serviranno specifiche competenze, una generosa dose di creatività e un pizzico di senso degli affari. Oltre a molta passione nel lavoro e determinazione, naturalmente.

Modelle che indossano un pigiama di seta su sfondo giallo One Imaginary Girl
Pigiami in seta disegnati da Sarah Donofrio. One Imaginary Girl

In questo articolo vedremo come creare un brand di moda da zero step by step, dalla formazione, al design, alla produzione, al marketing, utilizzando come filo conduttore l’avvincente storia di Sarah.

Sarah, infatti, è il case study perfetto per illustrare come creare un brand di abbigliamento. Ha vissuto e lavorato in due paesi sperimentando design, produzione, formazione, ecommerce, commercio all'ingrosso, conto vendita e retail. È da molti anni nel settore della moda e lo conosce, nel bene e nel male. Nel 2016 ha partecipato alla quindicesima edizione del celebre talent show statunitense per stilisti Project Runway. Da allora ha rinnovato il suo brand di abbigliamento, ha lanciato il negozio Shopify One Imaginary Girl (successivamente Sarahdonofrio.com) e aperto un punto vendita fisico a Portland, nell’Oregon. 

Come creare un brand di abbigliamento?

Ecco quali sono i passi da compiere per creare un brand di abbigliamento:

1. Costruisci le tue competenze

Primo piano di mani con tatuaggi che scrivono su un blocco di appunti

Ormai, nell'era dell'accessibilità, tutto — dalla creazione di una t-shirt alla realizzazione di un abito da sposa — si può imparare guardando video su YouTube.

Teoricamente potresti anche non frequentare una scuola e creare ugualmente un brand di abbigliamento di successo nella moda. Tuttavia la formazione per gli imprenditori, dal vivo o anche online, è importante: ti insegna gli ultimi standard di settore, ti dà accesso a risorse e strumenti, ti permette di stabilire contatti e di ricevere feedback sul tuo lavoro.

Molti istituti offrono corsi di studio per il fashion design e lo sviluppo d’impresa con diversi programmi. Scuole rinomate in tutto il mondo come la Parsons di New York o la Central Saint Martins nel Regno Unito tengono anche corsi online, che puoi seguire ovunque tu sia. 

In Italia esistono numerose scuole di moda — l'Accademia Costume & Moda, l’Istituto Marangoni, l’Accademia del Lusso, Polimoda, Koefia e molte altre. Lo IED (Istituto Europeo di Design) offre corsi di fashion design in varie città.

Se la tua motivazione è forte, ma hai poco tempo e non disponi di grandi risorse finanziarie, c’è un numero crescente di corsi brevi online dedicati agli aspiranti designer. Cerca una scuola o una piattaforma online con un programma e un budget adatto alle tue esigenze.

L’esempio di Sarah

Sarah ha completato la sua formazione con una laurea triennale e deve molto del suo successo alle competenze acquisite a scuola, anche se ha maturato sul campo gran parte della sua formazione professionale. 

Dopo la scuola ha lavorato nel settore acquisti e sviluppo di prodotto per grandi aziende come Walmart e Jean Machine. “Sapevo che come dipendente di un’azienda sarei arrivata a un punto morto”, spiega Sarah. “Il mio desiderio era lavorare per me stessa. Eppure sentivo che era importante acquisire quell'esperienza professionale”.

La scuola offre un know-how tecnico, ma Sarah sostiene l’utilità di un apprendistato di qualche anno presso aziende e stilisti. “Mi ci è voluto del tempo per sentirmi abbastanza sicura da aprire un negozio che vendesse solo vestiti creati da me”, racconta. “Probabilmente avevo bisogno di tempo per crescere, ricevere consigli e fare esperienza”.

2. Crea il business plan

Due donne sorridenti sedute al tavolo di una sala riunioni

Per creare un brand di abbigliamento vanno stabiliti alcuni punti, che poi sono gli stessi da considerare prima di aprire una qualsiasi attività. 

Quanto costa lanciare una linea di abbigliamento? Ti occorreranno finanziamenti? Avrai necessità di consulenze esterne in ambito legale, finanziario o per aspetti legati alla produzione o alla distribuzione?

Una volta trovata la giusta idea imprenditoriale, magari riuscirai a finanziarla con le tue risorse gestendola come un secondo lavoro, il cosiddetto side business

Se però hai in mente progetti ambiziosi con costi iniziali importanti, potresti scoprire che aprire un’attività senza soldi non è impossibile, cercando investitori o chiedendo un finanziamento. 

Un solido business plan e un pitch ben strutturato ti saranno di grande aiuto per creare una linea di abbigliamento tutta tua. 

Lo scopo del business plan, infatti, non è soltanto quello di ottenere finanziamenti presentandolo agli investitori. Si tratta di un documento che ti consente di: 

  • definire una strategia imprenditoriale; 
  • identificare i potenziali ostacoli prevedendo delle soluzioni per superarli o aggirarli;
  • validare l’idea di prodotto;
  • definire le risorse di cui hai bisogno.  

Ecco sommariamente quali sono le sezioni che il tuo business plan dovrebbe comprendere:

  • executive summary;
  • informazioni sull’azienda;
  • analisi di mercato;
  • prodotti e servizi;
  • strategia di marketing;
  • piano logistico e gestionale;
  • piano finanziario.

Come puoi vedere, a prescindere dalla necessità di trovare investitori, questo strumento ti permette di identificare i passaggi principali per avviare il tuo business, rilevando errori e lacune in anticipo ed evitando così che si trasformino in problemi futuri.

Il pitch, invece, viene utilizzato principalmente per le startup ed è un discorso persuasivo, generalmente breve, che ha lo scopo di catturare l’attenzione degli investitori verso un determinato business. Ecco quali sono i punti salienti del pitch:

  • la cover, una slide o una copertina che sintetizza l’azienda, i suoi punti di forza e la sua unicità;
  • il problema che intendi risolvere con il tuo prodotto o servizio;
  • la soluzione al problema;
  • il business model, ovvero come pensi di guadagnare da questa attività;
  • la market strategy, come intendi acquisire la prima fetta di mercato e come pensi poi di allargarla;
  • la validation, che risultati ha ottenuto finora la startup? Serve a dimostrare la credibilità dell’azienda;
  • i competitor, analisi e confronti;
  • proiezioni finanziarie, ovvero quanto pensi di guadagnare;
  • il team, la presentazione della squadra;
  • la richiesta finale, cioè di quali capitali hai bisogno per la tua startup;
  • i contatti, ovvero dove gli investitori possono raggiungerti.

Come ha constatato anche Sarah, moda e business in parte si sovrappongono, “Rispondi in anticipo a ogni possibile domanda e assicurati di sapere il fatto tuo”.

Lettura utile per creare un brand di abbigliamento
Come scrivere un business plan

3. Trova la tua nicchia

Modelle che indossano abiti eleganti su sfondo blu Come creare un brand di abbigliamento
Sarah è attenta alle nuove tendenze ma sfrutta solo quelle più adatte al suo brand. One Imaginary Girl

Quando si crea un brand da zero, soprattutto se si tratta di un mercato così competitivo come quello della moda, è indispensabile trovare la propria nicchia di mercato. Per farlo devi tenere conto dei seguenti aspetti:

  1. target: chi sono i tuoi clienti potenziali? (Sesso, età, interessi ecc.);
  2. stile: adatta il tuo stile a quello della tua clientela;
  3. unicità: realizza qualcosa di unico. La concorrenza che avrai sarà spietata e per emergere dovrai creare una linea di abbigliamento che abbia caratteri unici. Accessori esclusivi, tessuti particolari, collaborazioni speciali ecc. Cerca di avere qualche particolarità che ti distingue dagli altri brand.

Una volta scelta la tua nicchia crea prodotti esclusivi per la tua fetta di mercato ma non dimenticare di seguire i trend del momento. Rimanere aggiornati e al passo con i tempi sia dal punto di vista delle tendenze della moda sia da quello della comunicazione, è il metodo migliore per creare una linea di abbigliamento di successo.

Questo però non significa piegarsi totalmente ai trend. Pur restando al passo con i tempi, il tuo marchio dovrà sempre distinguersi e mantenersi fedele al proprio stile.

L’esempio di Sarah

Dopo aver lasciato il mondo aziendale, Sarah ha creato una collezione con il suo nome. Contemporaneamente ha svolto diversi lavori, di giorno e di notte. Per inseguire la sua passione è stata una barista, una DJ e ha venduto abiti da sposa in una boutique di lusso.

Sviluppando il suo brand come seconda attività, ha imparato che bisogna restare aggiornati ma anche focalizzati.

“Ho sempre avuto una buona intuizione per i trend”, afferma. “Ma tutto si gioca sull’interpretazione”. Durante il suo periodo a Walmart, ha lavorato sulle collezioni dedicate alle taglie comode. Le tendenze andavano interpretate in base alle esigenze speciali della clientela extra large.

Sarah si è ispirata alle tendenze pur mantenendo uno stile coerente — i suoi capi sono inconfondibili. Il segreto è adattare le tendenze al brand e personalizzarle in base a ciò che piace ai tuoi clienti. 

Insomma, nelle sue creazioni Sarah resta fedele ai suoi punti di forza, ma è attenta a ciò che accade nella moda — e nel mondo circostante. “Prendete l’athleisure”, spiega. “Io non produco leggings o reggiseni sportivi, ma un bel top corto starebbe benissimo con dei leggings. È così che potrei sfruttare questa tendenza”.

La scuola di moda ti insegnerà le basi per creare qualsiasi cosa, dall'intimo all'abbigliamento da sera. “Bisogna individuare in cosa si è bravi e concentrarsi su quello”, consiglia Sarah.

Con una produzione in piccole quantità e mantenendo il controllo sul design, negli ultimi tempi Sarah è stata in grado di muoversi rapidamente sulla scia della pandemia globale. Ha aggiunto le mascherine alle sue inconfondibili creazioni in tessuto stampato. Ha venduto 1100 mascherine in due mesi, trasformando poi le acquirenti in clienti abituali.

Una donna indossa una maschera facciale in tessuto di seta
One Imaginary Girl ha risposto alla necessità di mascherine conseguente a COVID-19 effettuando 1100 vendite in soli due mesi. One Imaginary Girl

Qualche altro esempio? Una volta scelta una nicchia di mercato puoi raggiungere l’unicità anche colmando le lacune presenti nel settore, come hanno fatto questi merchant di Shopify:

  • Leanne Mai-ly Hilgart ha lanciato Vaute, un marchio di cappotti invernali vegan, dopo aver riscontrato con delusione che mancavano opzioni cruelty-free sul mercato.
  • Catalina Girald ha creato il marchio di lingerie Naja facendo leva sul concetto di forza femminile e inclusività.
  • Camille Newman ha puntato sulle taglie forti con Pop-Up Plus
  • Mel Wells ha lanciato una linea di costumi da bagno d'ispirazione vintage, neutri dal punto di vista del genere.
  • Anche Taryn Rodighiero crea costumi da bagno, focalizzandosi sui costumi su misura, realizzati su ordinazione secondo le esigenze specifiche del cliente.

4. Fai branding

One Imaginary Girl griglia di Instagram
La coerenza è la chiave della strategia Instagram di One Imaginary Girl.

Ricorda che l’identità del brand non dipende solo dal logo e dal design della tua collezione. Comprende valori, mission, aspetto del sito web, stile fotografico, storia, sostenibilità aziendale (ad esempio il packaging sostenibile) e molto altro.

Sfrutta i social media per creare uno “stile di vita” attorno al brand. Condividi ciò che ti ispira e i tuoi processi di lavoro. Mostra la tua personalità. Fai storytelling, raccontando la storia del brand e seleziona con cura i contenuti di ogni tuo post. 

Ecco quali sono gli aspetti più importanti che dovrai curare per creare l’identità del tuo brand.

  1. Brand philosophy. Chiediti chi sei, cosa rappresenti e a chi ti rivolgi.
  2. Naming. Trovare nomi per brand di moda non è un’operazione semplice. In generale il nome del brand deve rispecchiare il tuo marchio, differenziarti dagli altri in maniera originale ed essere semplice e breve.
    Puoi utilizzare il generatore di nomi per negozi di abbigliamento di Shopify per ispirazione.
  3. Visual branding. Anche il sito, insieme al logo, deve rispecchiare il tuo brand con gli elementi grafici i colori, le immagini, il font ecc.
  4. Voce e tono del brand. Rappresentano il modo in cui il tuo brand comunica con la tua clientela.

L’esempio di Sarah

“La chiave sui social media è la coerenza”, sottolinea Sarah. “Penso che dovresti pubblicare un post al giorno e che ogni post dovrebbe essere interessante”. Sarah combina insieme contenuti di viaggio, elementi di ispirazione, anticipazioni sulle iniziative in corso e persino alcune interessanti statistiche presenti nella dashboard di Shopify.

Risorse per creare un brand di abbigliamento:

5. Lasciati ispirare per creare la collezione

Una donna guarda una parete ricoperta di immagini ispiratrici

Per creare un brand di moda di successo, lasciati ispirare. 

Divora riviste di moda, segui le icone di stile e abbonati a newsletter e podcast del settore fashion in cerca di idee e per intercettare le tendenze prima che emergano.

Quando trovi nel web contenuti che ti ispirano, salvali nel computer o tra i preferiti, o aggiungili alle tue bacheche Pinterest. Molti creativi optano per qualcosa di tangibile creando moodboard, bacheche o collage. Avere la tua fonte di ispirazione bene in vista contribuirà a mantenere alta la motivazione ti aiuterà a perseguire il tuo sogno mantenendo il focus sul tipo di brand che stai cercando di costruire.

L’esempio di Sarah

Moodboard per un nuovo design tessile di One Imaginary Girl
Sarah usa schizzi, collage e moodboard per dare vita ai suoi design per tessuti stampati. One Imaginary Girl

Sarah ama utilizzare un quaderno per gli schizzi. Lo reputa uno degli strumenti più importanti per un designer. “Porto il mio blocco da disegno ovunque con me”, dice. “Mentre sono in giro spesso mi capita di fare uno schizzo dicendomi: oh, questo sarebbe perfetto per creare un pattern”. Quando ha partecipato a Project Runway, non le era permesso di avere con sé il suo album da disegno per via delle regole del concorso. “Questo mi ha molto penalizzata”.

Anche se ha abbracciato la tecnologia in molti modi, Sarah sottolinea l'importanza degli schizzi. Per lei ogni idea inizia sulla carta e poi viene tradotta in un design tramite Illustrator o un altro strumento. “Uso sempre un mix di nuove tecnologie e quaderni pieni di scarabocchi”, spiega. Un semplice schizzo è il primo passo verso un design raffinato.

Strumenti per il fashion design e la progettazione di pattern:

 

6. Produci (o fai produrre) i tuoi capi

Un uomo ispeziona una macchina da cucire industriale
Detroit Denim produce abbigliamento nel suo stabilimento. Marvin Shaouni

Nei primi tempi forse manterrai piccoli volumi produttivi e non avrai bisogno di un aiuto esterno. Tuttavia, man mano che crescerai, un partner di produzione ti sarà utile per avere più tempo da dedicare al design e ad altri aspetti dell'attività. 

Esistono alcune eccezioni. Se la tua intenzione è creare un brand di abbigliamento con produzione artigianale, allora continuerai a occuparti della produzione anche con la crescita del brand. Normalmente però la crescita dipende dall'esternalizzazione di almeno una parte del lavoro.

La produzione dei tuoi capi quindi può avvenire in diversi modi:

  • Produzione propria/artigianale
  • Produzione affidata a personale dipendente o freelance (prova con Upwork, attingi ai gruppi della fashion community online o assumi stagisti delle scuole di moda)
  • Fabbricazione nel tuo impianto di produzione
  • Outsourcing a una fabbrica locale
  • Produzione in uno stabilimento all'estero

Adrienne Butikofer di OKAYOK, merchant Shopify, ha scelto di gestire direttamente la produzione. In compenso però ha assunto del personale e ha delegato a una fabbrica esterna la produzione dei coloranti per i suoi tessuti. Nel Michigan, Detroit Denim produce abbigliamento all’interno del suo stabilimento, dove è in grado di gestire il processo su larga scala.

Se vuoi utilizzare casa tua per la produzione, assicurati che ci sia abbastanza spazio per i macchinari e i materiali. Procurati delle postazioni ergonomiche e crea un ambiente dove sia stimolante passare il tempo, insomma un perfetto home office.

In alternativa, evita la solitudine dell’imprenditore e risparmia sulle attrezzature cercando spazi di lavoro condivisi come Cucito Condiviso di Torino. Verifica se esiste un posto di questo tipo nella tua zona.

In definitiva, la scelta su come affrontare la produzione dipende da alcuni fattori:

  • Quanta merce devi produrre?
  • Per te è importante il “made in Italy”?
  • Ti sta più a cuore la produzione etica o la riduzione dei costi?
  • In quale misura vuoi partecipare alla produzione?
  • Progetti di ampliare l’attività?

Lettura utile per lavorare in proprio
Ufficio in casa: brillanti idee di design per massimizzare la produttività

L’esempio di Sarah

Quando Sarah ha scelto di creare un brand di abbigliamento, ha iniziato realizzando i capi con le sue mani. Man mano che l’attività cresceva ha iniziato ad affidare a dei sarti locali la produzione di alcuni articoli. Attualmente collabora con dei produttori in modo da avere il tempo per concentrarsi sulla crescita del brand, sullo sviluppo di nuove collezioni e sull'espansione del suo canale di vendita all'ingrosso.

Per Sarah è stato importante seguire da vicino il processo produttivo. Sa che i suoi clienti sono interessati alla produzione locale ed etica, essendo disposti a pagare di più per questo. “Ovviamente produrre nel proprio Paese ha un prezzo più alto, ma si tratta di un costo che vale la pena di sostenere”, dice. “Penso che la trasparenza sia un grande vantaggio”.

Per scegliere i produttori locali a cui affidarsi, secondo Sarah è importante visitare i loro stabilimenti e capire come operano. Inizialmente, chiede di vedere il campionario per valutare la manifattura. La sua esperienza di lavoro nel mondo aziendale le ha insegnato a non mettere tutte le uova in un paniere. Valuta pregi e difetti di ogni produttore e li annota nel suo database. “Le grandi aziende utilizzano produttori diversi per ogni tipo di lavorazione”, spiega. “Ad esempio, uno stabilimento può essere migliore per la maglieria, un altro per i pantaloni”.

Oggi ormai ha esternalizzato gran parte della produzione appoggiandosi a stabilimenti locali, ma produce personalmente il campionario. “Credo che uno stilista di moda debba realizzare da solo il campionario”, afferma. Questo permette di instaurare un rapporto con i produttori sapendo esattamente cosa dovranno fare. Se hai confidenza con il processo produttivo, sarai anche in una posizione migliore per negoziare i costi.

Tuttavia il consiglio di Sarah è di fermarti alla produzione dei soli campioni. “Concentrati sull'aspetto creativo”, consiglia. “A volte cedo alla richiesta di creare capi su misura, ma la produzione è un processo che porta via moltissimo tempo”.

7. Crea la tua rete per l’approvvigionamento

Primo piano di mani che tagliano un tessuto blu scuro

In questa fase la parola chiave è rete. Un sistema di contatti nel settore ti permetterà di conoscere intermediari, grossisti e fabbriche per la realizzazione dei tuoi tessuti. 

In base anche all’identità del tuo brand scegli un produttore che ti permetta di distinguerti per la qualità dei tuoi tessuti. Se ad esempio il tuo è un marchio che punta all’ecologia, dovrai selezionare produttori che siano in linea con le tue scelte.

In rete ti sarà facile trovare una serie di fornitori, stila un elenco di quelli più affidabili e testa ogni campione per selezionare i migliori. Infine, almeno inizialmente, confrontati con la tua rete contatti per verificare di aver fatto la scelta giusta.

L’esempio di Sarah

Sarah spiega che per l'approvvigionamento di tessuti servono le conoscenze giuste. Quando viveva a Toronto, conosceva il mercato locale dei tessuti e tramite un intermediario di vendita otteneva tessuti provenienti dal Giappone. Ma anche quella strada ha delle insidie. “È strano, ma in Canada se trovi un agente di vendita scopri che è lo stesso a cui si rivolgono gli altri designer”, racconta. “Tutte le linee di abbigliamento locali utilizzano gli stessi tessuti”.

Quando i tessuti di tutto il mondo sono diventati più facilmente accessibili online, Sarah ha iniziato ad avere difficoltà a reperire fantasie e materiali unici, malgrado i suoi contatti. La soluzione che ha trovato? Iniziare a realizzare lei stessa il design dei tessuti. “Quando sono uscita dalla scuola di moda nel 2005, per fare acquisti non bastava andare online e visitare Alibaba. Ora molte persone che conosco fanno così”, dice Sarah. “Ecco perché ho iniziato ad affinare le mie capacità di design tessile”.

Cinque anni fa, Sarah si è trasferita da Toronto a Portland, in Oregon. Ha dovuto ricostruire la sua rete di fornitori e affrontare una nuova curva di apprendimento. “Nella west coast la gente va a Los Angeles per rifornirsi di tessuti”, spiega. “Ho dovuto andarci quattro o cinque volte prima di capire a chi rivolgermi e come effettuare gli ordini”.

Nel tempo Sarah ha imparato che costruire relazioni interpersonali, e partecipare a comunità di designer aiuta a superare queste difficoltà. 

Costruisci la tua rete di conoscenze cercando incubatori locali e comunità online, o partecipando a meetup ed eventi dedicati alla moda.

8. Impara a gestire la stagionalità

Modelle che indossano camicie di seta su sfondo neutro
Sarah disegna motivi non soggetti alla stagionalità, ma indossabili tutto l'anno. One Imaginary Girl

L'industria della moda opera secondo un ciclo stagionale (autunno/inverno e primavera/estate). Lavorare in base alla stagionalità significa iniziare a creare una collezione anche un anno o più prima del lancio. Invece i designer indipendenti come Sarah, che non hanno un ampio team o grandi risorse, lavorano con tempi più stretti.

Se vuoi creare un brand di abbigliamento di successo dovrai imparare a gestire la stagionalità della moda. Questo vale sia dal punto di vista dei tempi di consegna (dovrai imparare a lavorare in tempi molto stretti e in anticipo sulle consegne), sia da quello delle caratteristiche delle collezioni, non sempre le peculiarità (fantasie, tessuti particolari, accessori ecc) di una collezione possono essere riutilizzate la stagione successiva.

Per quanto riguarda le scadenze procedi a ritroso dalla data di consegna per stabilire le tempistiche di progettazione e produzione. Aggiungi al tuo calendario le date degli eventi di moda globali, come la settimana della moda di Milano.

Ogni collezione e le sue peculiarità rischiano di essere influenzate dalla stagionalità della moda, l’ideale sarebbe evitare che questo accada, almeno nella fase iniziale.

L’esempio di Sarah

“Il periodo di progettazione e sviluppo, e le date di consegna, dipendono dal cliente e dalla strategia di lancio”, dice Sarah. “Se vendi all'ingrosso, gli acquirenti dovranno poter accedere alla tua collezione un mese prima della settimana della moda”.

“Da Walmart sviluppavamo le collezioni con due anni di anticipo”, dice Sarah. “Le aziende tendono ad anticipare la fase del design, quindi svolgono molte ricerche sui fashion trend”.

Parola d’ordine “anticipare”, quindi. Ma attenzione a non bruciare l’effetto sorpresa.

“Ho mostrato la mia collezione primaverile in ottobre”, ricorda Sarah. “Ma quando mostrate agli altri la vostra collezione l’effetto sorpresa è finito. Evitate di diffondere le immagini online, se non qualche teaser. Al momento del lancio in febbraio la gente dovrà essere entusiasta”. Sarah suggerisce di avere pronta la collezione per la stagione in arrivo con 6-8 mesi di anticipo, ma di non renderla pubblica fino a quando non sarà il momento.

Sarah ha trovato la sua dimensione per evitare che la stagionalità della moda tagli le gambe alla sua collezione: semplicemente tende a realizzare creazioni adatte a tutte le stagioni.

“È sempre un peccato quando disegno una bella fantasia per un tessuto e penso: andrà bene solo per una stagione. In effetti ho a disposizione solo una finestra temporale di sei mesi”, spiega Sarah.

9. Elabora le tue strategie di vendita

Immagine flat lay di scarpe in tessuto in stile mule
Una solida strategia di vendita all'ingrosso ha aiutato il fondatore di Artemis Design Co a far crescere l’attività. Artemis Design Co

Arrivati a questo punto hai fatto il tuo percorso di formazione, hai creato un buon business plan, selezionato la nicchia giusta e consolidato la strategia di branding. 

Hai creato la tua collezione facendoti ispirare ma mantenendo comunque la tua originalità, e hai provveduto alla produzione e all’approvvigionamento dei tessuti cercando di gestire al meglio stagionalità della moda. E adesso? Non basta solo creare un brand di abbigliamento, bisogna anche venderlo!

Non ti resta, quindi, che elaborare delle buone strategie di vendita.

La vendita di una collezione può avvenire all’ingrosso, vendendo quindi tutti i capi della collezione e ricevendo un unico pagamento. Oppure in conto vendita, la scelta preferita dalle boutique soprattutto quando il designer è all’inizio. Questo tipo di vendita ti permetterà di guadagnare soltanto quando i capi saranno effettivamente venduti.

Probabilmente nella fase iniziale non ti sarà facile vendere all’ingrosso e dovrai ripiegare sul conto vendita. Ma non preoccuparti, se farai un buon lavoro con il tempo il tuo nome diventerà garanzia di professionalità e successo e potrai selezionare la strategia di vendita migliore. 

In ogni caso tieni conto che probabilmente avrai necessità di rivolgerti ad un rappresentante (al quale riconoscere una percentuale): un agente a cui affidare il campionario e che avrà il compito di presentarlo alla sua rete di acquirenti. Potresti anche optare per l’apertura di uno showroom, ma anche in questo caso la figura del rappresentante si rivela importante per catalizzare l’attenzione del suo portafoglio clienti.

L’esempio di Sarah

Inizialmente la vendita all'ingrosso ha giocato un ruolo fondamentale nella crescita del brand di Sarah. E di recente, dopo aver sperimentato vari altri canali di vendita, è tornata a una strategia di questo tipo.

“Quando si è agli inizi”, racconta Sarah, “molte boutique non vogliono correre rischi. Accettano esclusivamente la formula del conto vendita. In altri termini pagano solo quando un articolo vende. Al contrario, la vendita all'ingrosso comporta il pagamento anticipato degli articoli”.

“Se inizi con il conto vendita, la cosa può essere vantaggiosa per tutti”, afferma. “È molto più facile per i negozi prendere l'intera collezione, invece di uno o due pezzi. Non hanno niente da perdere”. È un po’ problematico non ricevere i soldi in anticipo; in compenso però potrai ottenere visibilità e farti conoscere se sei disposto ad aspettare per il pagamento.

Consigli sull’approccio con i clienti

L’approccio con gli acquirenti può demoralizzare. Sarah ha lavorato anche come venditrice ed è allenata a vedere le cose nell’ottica del compratore. Questo l'ha aiutata nel creare un brand di abbigliamento che potesse avere successo. "Bisogna essere preparati”, raccomanda. “La prima volta che ho proposto le mie creazioni mi sono domandata: cosa mi chiederanno i compratori? Non Puoi avere solo bei vestiti. Devi considerare ogni dettaglio”.

La strategia di stabilire un rapporto diretto con gli acquirenti per Sarah ha funzionato. Oggi tendenzialmente si sfrutta la tecnologia, ma Sarah suggerisce di trovare una via di mezzo. “È facile inviare un’email”, dice. “Però pensa a un fashion editor o a un negoziante. Quante email ricevono ogni giorno?”.

Pur essendo una sostenitrice dei rapporti face-to-face, Sarah raccomanda di non essere insistenti. “Adotta un approccio soft”, consiglia. Presentati con un biglietto da visita o un catalogo e cerca di fissare un appuntamento. Ci sono modi per avvicinarsi alle persone senza nascondersi dietro lo schermo di un computer e al tempo stesso senza essere invadenti”.

Lettura utile per i brand di abbigliamento:
Una lezione in scalabilità: la storia di Artemis Design Co.

10. Crea il tuo sito web e utilizza i canali di vendita online

One Imaginary Girl come creare un brand di abbigliamento
One Imaginary Girl

Per creare un brand di abbigliamento, assicurati di avere in mente una solida idea imprenditoriale. Il tuo business plan prevede in dettaglio come gestirai la spedizione degli ordini, l'imballaggio e il servizio clienti? Il tuo metodo di produzione è in grado di accettare ordini singoli? Bene, è tempo di aprire il negozio! Basterà un minuto per iscriverti e ottenere una prova gratuita. Poi avrai un po’ di tempo per sperimentare, prima di iniziare sul serio.



Un negozio online professionale è utile a più scopi. Serve per vendere, naturalmente, ma funge anche da catalogo. Un catalogo coinvolgente e sempre aggiornato, da condividere con gli acquirenti per ottenere una buona copertura mediatica.

Scegli uno tra i temi Shopify che mettono in primo piano le foto. Ti consigliamo Broadcast o Galleria, che sono espressamente progettati per i fashion brand. Oppure Boundless, se preferisci optare per un tema gratuito. Questi temi danno risalto alle foto, quindi assicurati di investire in un servizio fotografico professionale. Hai un budget ridotto? Un semplice kit di illuminazione, una fotocamera reflex digitale (o anche il tuo smartphone) e alcuni trucchi del mestiere possono aiutarti a realizzare scatti fai da te dall'aspetto professionale. Ritrai i dettagli dei tuoi capi: texture dei tessuti, finiture e chiusure.

Foto di una donna che indossa un hijab e una giacca di pelle, in posa per un servizio fotografico in studio

Nell’App Store di Shopify troverai numerose app pensate appositamente per i negozi di abbigliamento. Potranno aiutarti a creare esperienze di shopping personalizzate e a risolvere i problemi più comuni, come fornire ai clienti indicazioni su taglie e vestibilità dei capi.

Ecco alcune tra le migliori app per i negozi di abbigliamento:

La moda è un settore ideale per il social selling. Raggiungi il tuo pubblico di riferimento vendendo su canali come Instagram e Facebook Shops.

Letture utili per il marketing dei brand di abbigliamento:

11. Vendi di persona

Mani che sistemano delle magliette nere su uno scaffale per la vendita al dettaglio

Ovviamente non esiste soltanto il mondo online. Se vuoi creare una linea di abbigliamento di successo puoi sfruttare anche i canali di vendita più tradizionali come la vendita diretta in negozio o, almeno nella fase iniziale, i mercatini. 

I pop-up store sono dei temporary shop, restano aperti pochi giorni o settimane e hanno l’obiettivo di promuovere un brand. Il vantaggio è che per aprirli non è necessaria la partita IVA.

Utilizzando tutte queste strategie, in fasi successive o anche contemporaneamente (magari in luoghi diversi), avrai la possibilità di tastare il terreno e verificare la fattibilità di vendere anche fisicamente e non solo online. 

Certo in questo caso, soprattutto con la vendita diretta in negozi fisici, sarà necessario un discreto capitale. Ma nessuno dice che tu debba farlo subito.

A Sarah ci sono voluti 11 anni per essere in grado di prendere seriamente in considerazione l'apertura di una sua boutique. 

L’esempio di Sarah

Non è stato un “salto nel vuoto”, ma una mossa che si era preparata a fare. Durante l'evoluzione del suo brand aveva utilizzato eventi di vendita locali come l’Inland di Toronto per conoscere meglio i clienti, testare i prodotti, farsi conoscere e costruire relazioni nel settore.

Dopo il suo trasferimento a Portland, ha deciso di avanzare nel suo esperimento di vendita retail con un negozio pop-up. Ha venduto lì per tre mesi prima di aprire un vero e proprio negozio. “Avevo paura ad aprire un negozio a causa delle spese, specialmente a Toronto”, racconta Sarah. “Non era una scelta fattibile”.

In questo processo ha scoperto che era possibile avere delle mani in più. Ha assunto una studentessa di fashion design come aiutante in negozio. “Quando hai un negozio e un brand di abbigliamento, come nel caso di molti imprenditori, devi imparare a delegare”, afferma. “Io ci ho impiegato molto, ma rispetto a quanto pago chi mi aiuta in negozio, il mio tempo vale molto di più”.

Dopo la nostra prima intervista, Sarah ha chiuso il suo negozio fisico. “Non mi piaceva gestirlo”, dice. Il negozio la allontanava dalla sua attività preferita: il design. Oggi vende ancora direttamente ai clienti tramite il sito web. Ma ha spostato gran parte della sua attenzione sul commercio all'ingrosso. Sarah ora lavora con Wolf and Badger (New York e Londra) e Fox Holt, una boutique con il focus sulla sostenibilità.

Risorse utili:

 

come creare un brand di abbigliamento infografica

Creare un brand di abbigliamento: conclusioni

In sintesi ecco quali sono gli step che puoi fare per creare un brand di abbigliamento:

  1. Costruisci le tue competenze: formazione ed esperienza;
  2. Crea il business plan;
  3. Trova la tua nicchia;
  4. Fai branding;
  5. Lasciati ispirare per creare la collezione;
  6. Produci (o fai produrre) i tuoi capi;
  7. Crea la tua rete per l’approvvigionamento;
  8. Impara a gestire la stagionalità;
  9. Elabora le tue strategie di vendita;
  10. Crea il tuo sito web e utilizza i canali di vendita online;
  11. Vendi di persona: nei negozi, pop-up shop e mercatini.

In questo articolo abbiamo visto come creare un brand di moda passo dopo passo. Anche se il percorso non sarà semplice, parti da una base solida data da una buona formazione e dall’esperienza nel settore, vedrai che non avrai difficoltà ad applicare tutti i consigli che abbiamo messo insieme in questo articolo.

Se pensi di creare un brand di abbigliamento è arrivato il momento di metterti in gioco e vendere vestiti online con Shopify!


Articolo originale di Dayna Winter, tradotto da Maria Teresa Cantafora.

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