Come vendere cibo online: guida completa alla vendita di prodotti alimentari

Come vendere cibo online

Vendere cibo online non è semplice, richiede la conoscenza di un’intricata serie di informazioni, spesso divulgate in modo errato. Non solo implica più rischi legali rispetto ad altri settori, visto che la materia prima è deperibile può anche deteriorarsi per una vasta serie di fattori.

Ecco perché in questo articolo vedremo insieme come vendere cibo online o come vendere prodotti tipici online trattando ogni aspetto, dalla produzione degli alimenti fino alla consegna degli ordini, passando per gli aspetti legali, dell’etica e del marketing.



Le complessità del vendere prodotti alimentari online

Ogni settore presenta specifiche difficoltà e normative da tenere in considerazione. Tuttavia il mondo dell'industria alimentare è il più ricco di insidie, a partire dalla deperibilità della materia prima che può avvenire anche per semplici cause come la presenza di “batteri sani” nell’aria.

Altre attività come ad esempio vendere gioielli online non presentano grosse difficoltà. E il prodotto (in linea di massima) non rischia di nuocere agli utenti. Con il cibo però le cose stanno diversamente. La sicurezza è sempre in primo piano. Le istituzioni regolamentano il settore alimentare e vigilano attentamente per garantire la salute pubblica. E al contempo grava su produttori e dettaglianti l'onere di uniformarsi alle regole, offrendo prodotti qualitativamente ineccepibili. Non solo. Gestire un'attività nel settore alimentare richiede anche un complesso “gioco di prestigio” per gli approvvigionamenti, in modo da evitare deterioramenti e sprechi, con tutti i relativi costi.

Per aiutare gli imprenditori che siano pronti ad accettare la sfida di vendere cibo online, abbiamo esplorato l'oceano di informazioni in materia e consultato alcuni esperti per scoprire cosa bisogna fare per vendere cibo online, a partire dal rispetto della normativa.

Attenzione alle norme locali per vendere cibo online

Ogni Paese ha le sue normative in materia di alimenti e bevande, e prevede requisiti diversi per la concessione delle licenze. Inoltre per determinate tipologie di prodotti (es. alcolici), possono essere in vigore norme speciali. Assicurati di consultare un avvocato e le istituzioni locali per ottenere informazioni specifiche sull’esercizio dell’attività nel tuo Paese o in quello di destinazione. 

Come vendere cibo online senza incorrere in problemi legali, quindi? Bisogna essere diligenti. Ottenendo le autorizzazioni necessarie e verificando meticolosamente ogni aspetto, la probabilità di finire in cattive acque dal punto di vista legale è bassa. 

Ma se ciò dovesse accadere — e questa è la parte problematica — le conseguenze potrebbero essere gravi. Chi si occupa di vendere prodotti alimentari online è esposto alla responsabilità sia civile che penale. Ciò significa che si rischia l'arresto, il sequestro e/o la distruzione della merce, la chiusura dell'attività o una grossa multa.

In questo articolo offriremo esclusivamente informazioni e consigli di carattere generale, quindi ti consigliamo di affidarti a un consulente esperto se vuoi procedere con l’apertura del tuo ecommerce alimentare. In particolare se il tuo prodotto rientra in una categoria di alimenti che richiedono una licenza supplementare (carne, pesce e alcuni prodotti agricoli, ad esempio), dovresti consultare un avvocato esperto in diritto alimentare. Il costo iniziale può essere elevato da sostenere per un nuovo imprenditore ma l'investimento potrebbe evitare conseguenze ancora più costose in futuro.

Fatta questa doverosa premessa vediamo quali sono i passi da compiere per vendere prodotti alimentari online, prima di farlo però sarà bene affrontare il discorso dal punto di vista delle normative, primo grande scoglio da superare.

Come vendere cibo online in 13 passaggi

Aprire un ecommerce di prodotti alimentari è un’attività delicata, ma con un po’ di attenzione ai dettagli e rispetto delle norme igieniche e legali non ci saranno problemi.

Abbiamo identificato 13 passaggi da seguire per non tralasciare nessun aspetto, a partire da quelli normativi.

Per vendere cibo online quindi:

  1. Studia le normative vigenti
  2. Trova la tua nicchia
  3. Scegli gli ingredienti
  4. Scegli dove produrre gli alimenti
  5. Fai branding
  6. Valuta i costi
  7. Determina il prezzo dei prodotti
  8. Gestisci date di scadenza e inventario
  9. Fai crescere il tuo prodotto
  10. Crea rapporti etici e trasparenti con i clienti
  11. Elabora strategie per spedizioni e consegne
  12. Crea il sito web
  13. Applica strategie di marketing e crea contenuti

1. Studia le normative vigenti 

L’art. 2 del regolamento 178/2022 del Parlamento europeo, definisce alimento o prodotto alimentare “qualsiasi sostanza o prodotto

trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad

essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere

ingerito, da esseri umani”.

Per vendere cibo online è necessario compiere gli stessi adempimenti legali previsti per vendere online qualunque altro bene, ovvero:

  1. aprire partita IVA;
  2. scegliere la forma giuridica;
  3. richiedere l’iscrizione alla Camera di Commercio;
  4. presentare la SCIA;
  5. munirsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC);
  6. adeguamento agli obblighi informativi previsti, tra cui Codice del Consumoprivacy policy e GDPR.

Ma come abbiamo anticipato, vendere prodotti alimentari online significa adempiere a una serie di obblighi diversi oltre a possedere alcuni particolari requisiti morali, di onorabilità e professionali. Tali requisiti, verificati all’avvio dell’attività dalla Camera di Commercio, in caso di società devono essere posseduti dal legale rappresentante.

Requisiti di carattere personale

L’art. 71 del decreto legislativo 59/2010 al comma 1 definisce che non possono esercitare attività commerciale:

  1. a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
  2. b) coloro che hanno riportato una condanna con una pena detentiva minima di tre anni;
  3. c) coloro che hanno riportato una condanna per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
  4. d) coloro che hanno riportato una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica;
  5. e) coloro che hanno riportato due o più condanne, nel quinquennio precedente, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti;

Requisiti di carattere professionale

Lo stesso decreto legislativo, al medesimo articolo, prevede il possesso di almeno uno dei seguenti requisiti di carattere professionale:

  1. a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome;
  2. b) avere, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d'impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare;
  3. c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Informazioni sulle caratteristiche dei prodotti

Secondo il regolamento europeo 1169/2011, gli operatori del settore sono responsabili delle informazioni fornite sull’etichetta. Queste devono essere fornite sia sui prodotti preimballati, sia su quelle non preimballati. In quest’ultimo caso, sta all’operatore informarsi sui prodotti per fornire le informazioni al cliente finale. 

In ogni caso l’etichetta dovrà contenere i seguenti dati secondo il Ministero della Salute:

  • la denominazione dell’alimento;
  • l’elenco degli ingredienti;
  • qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata;
  • la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;
  • la quantità netta dell’alimento;
  • il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
  • le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare;
  • il Paese d’origine o il luogo di provenienza ove previsto;
  • le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
  • una dichiarazione nutrizionale.

Chi vende cibo online è ugualmente responsabile anche di quanto viene scritto sul sito riguardo agli alimenti.

Corsi di formazione per vendere cibo online

Altro aspetto da considerare, soprattutto se si sta pensando di vendere prodotti alimentari online dalla propria cucina, è la frequentazione di un corso di formazione sul sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points). Si tratta di un sistema ideato per garantire la salubrità degli alimenti e dei luoghi dove vengono prodotti, basata sull’analisi del prodotto finito.

Diritto di recesso per prodotti alimentari

Nella vendita online è previsto il diritto di recesso, disciplinato dal decreto legislativo n. 21/2014 e che consiste nella possibilità, da parte del consumatore, di cambiare idea sull’acquisto effettuato. 

Questo può avvenire in alcuni determinati casi elencati all’art. 59 del codice del consumo. Quest’ultimo prevede delle eccezioni, in particolare alla lettera d) per “la fornitura di beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente”. 

Nel settore alimentare, più che in qualsiasi altro settore, è bene tenersi sempre aggiornati sulle normative vigenti per non incorrere in spiacevoli situazioni. Ecco quindi un riassunto e ancora qualche consiglio per vendere prodotti alimentari online senza problemi.

💡 SUGGERIMENTI:

  • Cura la salute dei tuoi clienti. Impara a maneggiare e conservare correttamente il cibo.
  • Risali alla catena di approvvigionamento. Fai domande ai fornitori e ottieni i riferimenti corretti.
  • Fai analizzare i tuoi prodotti nuovi da un laboratorio. Questo contribuirà a identificare e a rintracciare eventuali allergeni presenti negli alimenti.
  • Tieni una documentazione accurata. Controlla tutto ciò che entra ed esce dalla tua struttura.
  • Sii gentile con gli ispettori sanitari. Il loro compito è identificare eventuali problematiche, ma anche offrire consigli validi, e oltretutto gratuiti, su come essere sicuri di produrre alimenti sani e di qualità.
  • Stipula una polizza per la responsabilità civile. Per tutelarsi nel caso in cui un cliente dovesse sentirsi male.
Adesso che abbiamo visto gli aspetti normativi, vediamo quali sono gli altri passi da compiere per vendere cibo online.

2. Trova la tua nicchia

Ragazza che ride con un lecca lecca
Il marchio di lecca lecca gourmet Lollyphile si distingue dalla concorrenza con gusti unici come quello alla pizza. Lollyphile

In molti casi, le migliori idee di business online nascono da passioni o hobby. Prepari marmellate per amici e parenti con le fragole coltivate nel tuo giardino? È un buon punto di partenza. Già sai come si fa e hai acquisito esperienza nel perfezionare e testare le ricette.

Ricerche di mercato

Se hai già un'idea per vendere cibo online, fai uno studio di fattibilità. Esiste un mercato per il prodotto in questione? Se il mercato è saturo, in che modo puoi differenziare il prodotto? Riesci a individuare una nicchia non sfruttata o un nuovo segmento di pubblico? Inoltre, domandati se il prodotto che hai in mente può essere facilmente venduto online e spedito. Considera gli aspetti legali (ad esempio, per la vendita di alcolici). Verifica se il prodotto è fragile, qual è la sua durata di conservazione e se richiede la refrigerazione. Per approfondire, ecco la nostra guida pratica su come spedire prodotti alimentari.

Tendenze per il food & beverage

Vista dall'alto di un cocktail ai frutti di bosco
I mocktail (cocktail analcolici) sono stati proclamati uno dei principali food trend del 2022. Burst

Se non hai ancora un'idea di prodotto, cerca tra le tendenze alimentari del momento. Secondo alcuni, i mocktail (bevande con proteine vegetali e birra kombucha) sarebbero tra i cibi più hot del 2022. Valuta la domanda di mercato verificando il search volume su Google Trends e il livello di concorrenza.

Idee per vendere cibo online

Se la tua idea si inserisce in una categoria di nicchia già esistente esplora:

  • Personalizzazioni, novità
  • Gastronomia, produzione artigianale, piccole forniture
  • Restrizioni alimentari: alimenti senza allergeni, senza glutine, senza noci, ecc.
  • Biologico certificato, naturale, commercio equo e solidale
  • Etico e religioso: vegano, vegetariano, kosher, halal.

Porta online il tuo ristorante con il tema Express

Express è un tema gratuito progettato per vendere cibo online. Evadi gli ordini online tenendo sotto controllo clienti, profitti e brand equity.

Anteprima del tema Express

Idee per i principianti

Idealmente dovresti scegliere qualcosa che richieda bassi investimenti, attrezzature minime e niente problemi di spedizione o restrizioni legali. In Texas il tredicenne Charlie Cabdish vende noci pecan caramellate fatte in casa. È un'attività che riesce ancora gestire dalla cucina di casa — tra i compiti e gli allenamenti di basket — a quasi tre anni dal lancio.

Altre idee di prodotto:

  • Caramelle
  • Snack confezionati
  • Prodotti in scatola e sottaceti
  • Erbe essiccate
  • Kit di ingredienti per prodotti da forno
  • Semi
  • Materie prime (farine, ecc.)
  • Rivendita di prodotti selezionati
  • Caffè e tè

Questo articolo si rivolge principalmente ai produttori di alimenti — in proprio (da casa o in uno stabilimento) o tramite terzi.

Ma se vuoi selezionare e rivendere prodotti alimentari esistenti (come fa ad esempio American Uncle) salta direttamente al paragrafo su come determinare i prezzi. Altrimenti continua a leggere.

3. Scegli gli ingredienti

Un mazzo di carote da giardino sopra un tagliere di legno
Documentati sulla supply chian, per non infrangere la legge. Burst

Sottolineiamo l'importanza di essere scrupolosi nella selezione degli ingredienti. Documentati sulla supply chain per accertarti di collaborare con aziende affidabili e in modo da riportare indicazioni veritiere sulla confezione dei prodotti.

🗒️ Risorse utili:

Se hai intenzione di produrre un alimento che sarà etichettato come biologico, ad esempio, sarà meglio assicurarsi che il fornitore di materie prime abbia la certificazione adeguata prima di fare dichiarazioni sulla confezione. Sviluppare un rapporto con il fornitore consolida la fiducia reciproca e fa sentire il fornitore partecipe della tua attività. A volte i fornitori danno anche dei suggerimenti sulla base delle novità che arrivano sul mercato. Si instaura così una partnership collaborativa.

💡 SUGGERIMENTI:

  • Per chi è all’inizio e fabbrica i prodotti in piccoli lotti, può essere conveniente acquistare gli ingredienti nei magazzini all’ingrosso.
  • Crea connessioni: in alcuni settori industriali, la ricerca di fornitori può basarsi sul passaparola e sulle presentazioni personali. I fondatori di Soul Chocolate, ad esempio, hanno fatto networking nel loro settore per entrare in contatto con i coltivatori di cacao locali.
  • In alternativa, per materie prime come il cacao e i chicchi di caffè, cerca un distributore o un broker che lavori direttamente con i coltivatori.
  • Collabora con altri piccoli produttori per acquistare insieme gli ingredienti all'ingrosso.

4. Scegli dove produrre gli alimenti

Una vetrina all'angolo di un incrocio con l'insegna Kitchen Collective
Una cucina professionale può essere fuori portata all'inizio, ma molte cooperative offrono la possibilità di uno spazio condiviso. Kitchen Collective

Per vendere cibo online si possono adottare diverse soluzioni riguardo alla produzione.

Vendere cibo online da casa

Alcuni alimenti possono essere legalmente prodotti e venduti direttamente dalla propria cucina domestica. In Italia la legge richiede la registrazione dell’attività domestica come impresa. Bisogna assicurarsi di avere la certificazione e l’autorizzazione necessaria per vendere cibo online da casa nel proprio Paese.

Cucine professionali condivise

Questa soluzione permette di vendere prodotti tipici online anche senza avere un budget elevato. Molte strutture offrono spazi condivisi per cucinare che si possono affittare a ore o mensilmente, a seconda delle esigenze di produzione. I vantaggi derivano dalla riduzione dei costi e della burocrazia (le strutture sono già registrate come spazi commerciali). Ecco qualche link per chi volesse tentare questa strada in Italia: 

Per chi invece volesse vendere all'estero esistono directory locali specifiche per cercare spazi di cucina condivisi, come ad esempio Doordash (Stati Uniti).

Due persone lavorano in una cucina commerciale che produce barrette di cioccolato
Soul Chocolate ha preso in affitto uno spazio sul retro dello stabilimento alimentare di un'altra azienda. Matthew Wiebe

Cucine professionali proprie

Una cucina professionale propria consente di avere piena autonomia. Ma è bene verificare con gli enti locali che si occupano del settore alimentare che la struttura sia correttamente registrata e conforme alle normative. Forse non è l'opzione migliore per i nuovi imprenditori, ma può essere un obiettivo per il futuro. 

Collaborazione con un produttore

Questa opzione è ottima per gli imprenditori che sono più interessati al business che alla produzione. È ottima anche per i neofiti del settore, in quanto un produttore è teoricamente già esperto di sicurezza alimentare e conosce le normative vigenti in materia. Cerca un produttore di alimenti attraverso una directory di produttori come Maker's Row.

5. Fai branding

Un braccio tatuato e una mano che tiene due lattine di birra
Rispetta le leggi sull'etichettatura in ogni Paese o regione in cui vendi. Dominion City

L'ecommerce è particolarmente impegnativo per gli alimenti, perché non è possibile accedere al gusto, cioè quello tra i 5 sensi che è determinante nel processo decisionale. I clienti non possono assaggiare il vostro prodotto, perciò è particolarmente importante creare una propria brand identity e successivamente aumentare la brand awareness

Design della confezione, foto, sito web, pagina di prodotto e testo devono integrarsi tra loro raccontando la storia del brand e facendo immaginare ai clienti il gusto dei cibi. 

Insomma per attirare la propria clientela, ancora più che negli altri settori, in quello alimentare, è necessario mettere in atto tutte le strategie di marketing che si hanno a disposizione. Dal naming al tone of voice del proprio brand, fino alle spedizioni per ecommerce, sfruttando lo storytelling per raccontare la propria storia. Tutto ciò che caratterizza il proprio brand deve trasparire da ogni dettaglio. 

Dato che il packaging è di estrema importanza per questo settore, valuta di assumere un designer che soddisfi le tue esigenze. Se vendi cibo biologico, utilizzare packaging sostenibile è molto importante per rispettare le aspettative etiche e i valori in cui si riconoscono i tuoi clienti.

Immagine dettagliata dei Pulp Chips, fronte e retro della confezione
Documentati sulle norme relative all’etichettatura vigenti in ogni paese dove vendi i prodotti. Pulp Pantry

A prescindere dal fascino visivo della confezione, ogni Paese ha i suoi requisiti per l'etichettatura, che possono includere date di scadenza, informazioni nutrizionali, avvertenze sugli allergeni e Paese d'origine. Se prevedi di spedire il prodotto oltre confine, soprattutto ai rivenditori, assicurati di controllare le regole del Paese di destinazione in merito all'etichettatura.

🗒️ Risorse utili:

6. Valuta i costi

In base al modello di business prescelto, i costi per avviare un'impresa per vendere cibo online possono variare notevolmente. Per aprire un negozio fisico come un ristorante o un negozio di alimentari, i costi iniziali potrebbero arrivare anche a 200.000 euro. Ma esistono molti modi per iniziare con costi di avvio decisamente più bassi, come aprire un ecommerce.

I piccoli produttori che avviano una microimpresa domestica alimentare hanno molte meno spese generali e possono espandersi in uno spazio commerciale in un secondo momento, man mano che l'attività cresce. Senza costosi contratti di locazione o spese per il personale, potresti realisticamente iniziare in piccolo con poche centinaia di euro coprendo i costi di ingredienti, sito web, marketing e confezionamento degli alimenti. Potresti persino essere in grado di dedurre dalle tasse una parte dei costi domestici, se il tuo spazio abitativo dovesse diventare anche quello commerciale.

Se non puoi gestire l'attività da casa, aggiungi il costo mensile di un locale commerciale al calcolo dei costi di avvio. Gli impianti di produzione possono essere costosi, ma alcune cooperative e incubatori offrono cucine condivise agli imprenditori per una frazione di quello che spenderesti prendendo in affitto uno spazio tutto tuo.

7. Determina il prezzo dei prodotti

Dai casi di successo nel settore alimentare una cosa emerge chiaramente, a prescindere dal prodotto: il prezzo è difficile da stabilire. In definitiva non c'è una formula magica per la determinazione dei prezzi che funzioni in ogni situazione. Tenendo presenti i costi che sostieni, continua a fare aggiustamenti finché non trovi il prezzo migliore.

Meglio rinunciare al profitto in un primo momento per far conoscere il proprio prodotto al maggior numero possibile di clienti. Nel tempo, i risparmi sui costi arriveranno.

Cibo sparso su un tavolo con uva, noci e biltong
Presenta il prodotto al maggior numero possibile di potenziali clienti, anche se ciò dovesse comportare un ritardo nella realizzazione dei profitti. Bull & Cleaver

Se credi nel valore del tuo prodotto, stabilisci il prezzo di conseguenza. I prodotti di successo, specie quelli alimentari, di solito non sono i più economici in circolazione.

I margini di profitto per le aziende alimentari dipendono anche da molti fattori; ad esempio da cosa vendi o da come e dove lo vendi. I margini dei ristoranti sono di solito inferiori al 10%, mentre i servizi di ristorazione possono avere margini fino al 40%.

📚 Risorse aggiuntive:

8. Gestisci date di scadenza e inventario

Se vuoi lanciare un brand incentrato su prodotti che contengono ingredienti naturali e senza conservanti, la durata di conservazione della maggior parte dei prodotti sarà di soli cinque o sei mesi, quindi meglio mantenere un inventario ristretto, con una rotazione settimanale o bisettimanale.

Anche se hai una durata di conservazione più lunga, vuoi essere sicuro che i clienti acquistino un prodotto il più fresco possibile. Per questo una buona strategia per l'inventario è produrre quantità piccole e non abbondanti. 

💡 SUGGERIMENTI:

  • Esplora gli strumenti disponibili nell'App Store di Shopify: si integrano nel tuo negozio.
  • Assegna codici numerici ai prodotti o utilizza i codici a barre per tenere organizzato l'inventario.
  • Istruisci il tuo team sui processi di gestione dell'inventario.

9. Fai crescere il tuo prodotto

Meglio iniziare con prodotti semplici e limitati. Ampliare l’offerta, inizialmente, dovrebbe essere una risposta al feedback positivo dei clienti.

Proprio da loro potrebbero venire nuove idee di prodotto, specialmente quelle a basso rischio. Ad esempio, il gusto dei sottaceti applicato ad altri prodotti, come le patatine. Fin da subito però lo sviluppo dei prodotti dovrebbe essere più sofisticato e basarsi sui dati per determinare le strategie commerciali. 

Vendere cibo online, e non solo

Dominion City Brewing Co. vende birra a livello locale attraverso il suo negozio online, ma le leggi sugli alcolici le impediscono di vendere oltre i confini dell'Ontario. I fan del brand che vivono al di fuori della regione possono comunque acquistare merce brandizzata, come bicchieri e abbigliamento.

Uomo con felpa brandizzata Dominion City
Il merchandising, come capi d'abbigliamento e accessori brandizzati, è un'ottima idea per chi vende prodotti alimentari in categorie soggette a restrizioni. Dominion City

A seconda delle leggi vigenti, potreste non essere in grado di vendere bevande alcoliche online in alcuni paesi. Prendete in considerazione la vendita di articoli complementari, per estendere la presenza del brand al di là del mercato locale.

Idee:

  • Merce brandizzata
  • Buoni regalo
  • Prodotti complementari al cibo
  • Accessori e strumenti da cucina
  • Libri di ricette

10. Crea rapporti etici e trasparenti con i clienti

Al di là degli aspetti legali, le decisioni sbagliate in fatto di etica e trasparenza possono distruggere un brand. Questo principio è valido per qualsiasi azienda, ma la maggiore complessità del settore alimentare può rendere la tua attività particolarmente vulnerabile.

Mostrare di avere a cuore la user experience attraverso un comportamento etico e trasparenza in tutte le attività svolte, dalla produzione alla scelta dei prezzi, è il miglior modo per vendere cibo online. 

Le migliori aziende alimentari si pongono domande di carattere etico sulle loro azioni, sui loro fornitori, su come trattano i dipendenti e sul loro impatto ambientale. Così facendo di solito sono maggiormente in grado di garantirsi il rispetto e la benevolenza della comunità in cui operano, oltre che dei loro clienti.

11. Elabora strategie per spedizioni e consegne

Una donna tiene una scatola di cartone sul gradino davanti alla porta di casa
Considera il ritiro davanti al negozio o la consegna a domicilio per gli articoli alimentari che non possono essere spediti per posta. Burst

Vendere cibo online presenta difficoltà aggiuntive rispetto ad altri tipi di prodotti, specialmente per spedire all’estero

Ad esempio vanno considerate anche le potenziali restrizioni su un prodotto nel Paese di destinazione. Tecnicamente, quando i prodotti passano al vettore, i rischi gravano sull'acquirente. Tuttavia se il cliente non riceve un buon servizio il tuo brand ne risentirà. Ecco perché è importante prevenire l’insoddisfazione della clientela studiando le leggi in vigore nel Paese di destinazione.

In alternativa, per evitare la burocrazia, puoi valutare di utilizzare un servizio di logistica, se fai molti affari oltre confine. “Abbiamo trovato proibitivo il costo delle spedizioni per gli ordini individuali negli Stati Uniti”, racconta Jodi. “Per questo motivo, spediamo gli ordini in blocco negli USA, dove vengono immagazzinati e spediti direttamente ai clienti statunitensi”.

I prodotti che richiedono la refrigerazione non sono ideali per le spedizioni transfrontaliere; ma ad esempio la Vegan Supply di Vancouver spedisce senza problemi i suoi prodotti surgelati in tutto il Canada, utilizzando confezioni refrigerate e spedizioni veloci.

Ritiro dell'ordine e consegna locale

Se vendi un articolo che semplicemente non può essere spedito per posta (ad esempio, cupcake cosparsi di glassa soffice), considera le alternative che ti permettono comunque di vendere online. Offri ai clienti opzioni di acquisto online con il ritiro presso la tua sede o la consegna a domicilio.

Durante il lockdown per fermare la diffusione di COVID-19, molti negozi al dettaglio si sono orientati verso una strategia online e hanno allestito il ritiro su strada senza contatto anziché lo shopping all'interno del negozio. In risposta a queste sfide, per quanto riguarda la ristorazione, abbiamo messo insieme una guida per creare un ristorante take away.



12. Crea il sito web

Come per il branding e il packaging, l'estetica è importante anche per il tuo sito. Creare un sito web aiuta a invogliare il cliente ad acquistare un prodotto alimentare senza averlo prima assaggiato. 

In questo è determinante la qualità della fotografia. Se non hai doti fotografiche, puoi assumere un professionista che abbia esperienza specifica di food photography. Fotografare il cibo, il packaging del prodotto e i dettagli in primo piano per mostrare consistenza e colori degli alimenti è il biglietto da visita per vendere prodotti alimentari online. Sperimenta anche la fotografia lifestyle suggerendo al pubblico idee di impiattamento e abbinamenti.

Foto lifestyle dei prodotti McClure's con bevande e ingredienti
Food photography e styling possono dire molto sul prodotto quando è impossibile assaggiarlo. The Fresh Exchange

Utilizza il testo della pagina di prodotto per descrivere in dettaglio il gusto e la consistenza del tuo alimento. Includi informazioni esaurienti sugli ingredienti e sulle allergie. Per non creare disordine, investi del tempo nella creazione di una dettagliata pagina FAQ con le risposte alle domande comuni (es. ingredienti, informazioni nutrizionali, metodi di produzione).

Anche se la maggior parte delle vendite non dovesse provenire dal tuo sito web, dovrai comunque curarlo. Infatti è uno strumento per connetterti con i clienti e raccontare la tua storia. Se il design del sito web non è il tuo punto di forza, puoi scegliere tra i temi pronti di Shopify o assumere un Esperto Shopify per la creazione di un sito web personalizzato.

Vista posteriore del bancone di una pasticceria
I rivenditori possono diventare più di un canale di distribuzione per i vostri prodotti. Burst

13. Applica strategie di marketing e crea contenuti

Come vendere prodotti tipici online? Le strategie di marketing per acquisire clienti sono un altro argomento che abbiamo trattato ampiamente in questo blog, e le stesse regole valgono per il cibo in generale o i prodotti tipici. 

Per vendere cibo online, connettere i clienti con la propria storia è estremamente importante. In questo caso, come abbiamo detto, lo storytelling può aiutarti a raggiungere un pubblico più ampio senza grosse spese per la pubblicità. Ma ancora di più può riuscirci il content marketing, che prevede la creazione di contenuti tematizzati intorno ai prodotti in vendita e di posizionarsi sui motori di ricerca grazie alla SEO: un esempio tipico è la realizzazione di articoli di blog con ricette, video YouTube con la loro realizzazione, Instagram Reels coinvolgenti, ecc.

Community online

Bisogna dedicare una parte significativa del sito alla community: contenuti extra, ricette (proprie e dei clienti) e vistose “social” call-to-action. I social media sono molto importanti per il marchio. L’obiettivo è avere relazioni strette con i membri della community perché sono loro i primi influencer. Il passaparola può portare unmarchio molto, molto lontano.

Marketing offline

Anche se il tuo business plan potrebbe non avere spazio per una strategia di vendita al dettaglio fisica, è comunque importante portare il prodotto in strada e farlo assaggiare ai potenziali clienti:

  • Genera interesse a livello locale partecipando a mercati e fiere alimentari, applicando strategie per attirare clienti allo stand;
  • Apri dei temporary shop;
  • Pratica il co-marketing, collaborando con ristoranti o marchi complementari e organizzando eventi di degustazione;
  • Organizza una cena privata per fare influencer marketing;
  • Invita periodicamente i clienti in azienda (pensa a visite come i tour dei birrifici);

Portate online il vostro ristorante con il tema Express

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Anteprima del tema Express

Come vendere cibo online: conclusioni

In questo articolo abbiamo visto come vendere cibo online cercando di fornire un quadro completo dei vari step da affrontare, soffermandoci anche sugli aspetti legali.

Vendere cibo online è un’attività impegnativa ma entusiasmante e può dare grandi soddisfazioni. Ma per ottenerle il motore di tutto deve essere la passione che permette di affrontare anche le sfide più ardue, le difficoltà, gli intoppi e gli aspetti legali. 

Noi, dalla nostra parte continueremo a fornire informazioni il più possibile aggiornate per un’attività commerciale così vasta e complessa.

Articolo originale di Dayna Winter, tradotto da Maria Teresa Cantafora, aggiornato da Ilaria Cazziol.

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